mercoledì 31 maggio 2017

Hood, Challenger, Alain de Benoist, Grande Era Onirica, Fini

Io faccio fatica anche solo a entrare in un bar e ordinare un caffè se per caso mi scappa da pisciare.
Cercare una panchina libera con accanto altre panchine libere è un'avventura pericolosa.
Il lago era smosso dal vento.
Quando l'ho trovata ho aperto il pc e intanto che revisionavo un testo ascoltavo questo disco:


A cinquanta metri da me un gruppo di ragazzini si tuffava da un promontorio.
Il battello ha scaricato una torma di turisti orientali.
Sembravano dei muti.
Per fortuna.

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Ho letto "Challenger" in un paio di giorni densissimi. Oscurandomi. Grandissimo romanzo che ha superato di gran lunga le mie aspettative. Cerchero' di scriverci sopra qualcosa anche se ormai fatico a scrivere recensioni. Se per caso vi interessasse, ne ha scritto Sandro Moiso qui. 

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Sono molto dubbioso a proposito di questo romanzo. Oggi su Il Foglio Camillo Langone mi ha spinto a dargli una possibilità.

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C'era gente che elogiava Fini solo per aver alzato un dito contro Berlusconi.
Come quelli che oggi apprezzano i 5stelle e lo strafatto quotidiano. 
Parlavano allora di fare futuro.
La solita immondizia fra governo e immondizia.
Come le zanzare che ritornano in estate.

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