martedì 16 maggio 2017

da "La sabbia delle urne" di Paul Celan (Einaudi)


Alcune poesie tratte da "La sabbia delle urne" di Paul Celan (Einaudi, a cura di Dario Borso):

"Il solitario"

Più che il colombo e il gelso
ama me l'autunno. E mi regala il velo.
"Prendilo per sognare", ricama al bordo.
E "Dio è pur vicino quanto l'avvoltoio".

Ma raccolsi anche un altro fazzoletto:
più grezzo di questo e senza ricami.
Se lo tocchi, cade neve sul rovo.
Se lo agiti, senti l'aquila gridare.  (pag. 31)

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"All'ultima porta"

Autunno ho filato nel cuore del dio,
una lacrima ho pianto accanto all'occhio suo...
Com'era la tua bocca, turpe, è iniziata la notte.
A capo del tuo letto, tetro, il mondo è impietrito.

Cominciano a giungere con le brocche?
Come sparso il fogliame, è sperperato il vino.
Ti manca il cielo col migrare degli uccelli?
Fa' che la pietra sia la nube, io la gru.  (pag. 37)

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LA MANO COLMA D'ORE, cosi' venisti a me, io dissi:
            la tua chioma non è bruna.
Cosi' la sollevasti lieve sulla bilancia del dolore, ed era
            più pesante di me...
Vengono a te su navi e la stivano, la espongono
            nei mercati del piacere;
mi sorridi dal fondo, ti piango dal piatto
            che rimane leggero.
Piango: la tua chioma non è bruna, offrono l'acqua
            del mare e dài loro riccioli...
Sussurri: riempiono già il mondo di me, e per te resto
             una forra nel cuore.
Parli: indossa la fronda degli anni, è tempo che venga tu
             e mi baci...
La fronda degli anni è bruna, la tua chioma non lo è. (pag. 53)


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