giovedì 13 aprile 2017

Turisti, Tom Drury, Alexandre Postel, Our Little Sister - Diario di Kamakura




In città sono attese frotte di zecche turistiche pasquali.
Risolleveranno l'ego dei politici locali, degli albergatori e dei camerieri con la lingua lunga centomila chilometri. 
Esco dal lavoro e in autobus raggiungo veloce il centro.
Sbrigo due commissioni e mi siedo su una panchina, con le cuffie, riposandomi in attesa del 7.
Sono vestito di nero.
Ho la barba di quattro giorni.
Le occhiaie viola.
I capelli lavati e profumati.
Mi sfila davanti una torma di turisti italiani.
Un bambino allunga una mano per rubarmi il sacchetto con la spesa.
Gli sorrido e lui mi fa la lingua.
La madre lo viene a riprendere strattonandoselo via.
Tutti con la sporta piena di cioccolato.
Stanco di attendere l'autobus decido di dirigermi a piedi verso casa.
Entro in una chiesa e accendo una candela a San Rocco.
Mi fanno male le spalle, le braccia, le mani, il mio ginocchio malandato, lo stomaco.
Ritrovo la comitiva di prima.
Il bambino adesso mi guarda torvo e non s'azzarda a sorridermi.
Capisco perché.
Li abbandono e costeggio il fiume contando i corvi e i piccioni.
Ci sono giorni come questo che il dolore alle mani, alle spalle e allo stomaco si fa insopportabile.
Da piccolo sognavo di prendere una mazza e spaccare tutte le uova di cioccolato esposte sugli scaffali, oggi invece vorrei acquistarle e regalarle tutte ai miei morti, ai miei fantasmi, alle ferite, ai miei incubi, ai miei sogni affondati da qualche parte.
A mio nipote, che non so nemmeno chi sia.
Lasciarle sulle loro mani e sorridere.

.....





- qui -


- qui-

Nessun commento:

Posta un commento