mercoledì 12 aprile 2017

Rachel's - The Sea And The Bells


Questo disco è un viso immaginario eppure reale.
Una donna.
Un ciuffo inglese.
Denti.
Un corpo.
Una cagnetta.
Una presenza costante nella mia vita.
Un'amica vera.
Letters Home.
Sangue.
Vasi.
Fiori.
Verdure.
Carne.
Una riva.
Cypress Branches.
Piperita.
Un viaggio.
Una cena.
Bicchieri di vino.
E un divano da dove mi sto alzando per cercare altro alcool e intanto nelle cuffie questo disco.
Il dolore come presenza costante.
Mi tengo la testa fra le mani e piango.
Ogni sera un incubo e non so perché dovrei svegliarmi il giorno seguente.
Dicono che è arrivata la primavera.
Che arriverà l'estate.
Che c'è un libro da scrivere, una vita da continuare.
E intanto passano gli anni e sono ancora vivo e non c'è niente di cui vantarmi o di cui essere lieto.
Niente da condividere.
Tanta stanchezza.
Di tutto.
E dispiacermi di cosa possano pensare gli altri.
La mia eventuale assenza.
Non si puo' continuare a vivere solo per non creare dispiacere agli altri.


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