martedì 18 aprile 2017

Negozi chiusi durante le feste, propositi, Sophia, Mariana Enriquez, Il cavallo rosso, Adriano Scianca

Lo so che i tempi stanno per cambiare anche qui, che sono in tantissimi qui quelli che vorrebbero negozi aperti 7 su 7 e con orari prolungati come in Italia ma io sono strafelice di vivere in un Paese come la Svizzera dove i negozi (anche bar e ristoranti) nelle feste religiose e civili sono per la stragrande maggioranza chiusi. Vivo tra l'altro in una città a vocazione turistica e questa è un'altra delle anomalie che mi riempie il cuore. Ha i suoi svantaggi, certo, bisogna sapersi organizzare e se ti manca qualcosa spendi un occhio nella testa nei market annessi ai benzinai o nelle stazioni ferroviarie.
Questa pace.
Questo silenzio.
Almeno per un giorno, due, non dico tanto.
Ma come si fa a non sentirne il bisogno?
Ieri per ben tre volte dei turisti italiani mi hanno chiesto "Ma come fate?"
Avevano tutti cinquant'anni e non sapevano come rispondersi da soli.
Che tristezza.
Che pena mi fanno gli esseri umani ridotti a questi scheletri.
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Uno dei propositi delle prossime settimane è tornare di piu' nei boschi, camminare, salire in montagna, superare le mie paure come fa la mia compagna, aspettando che il lago si faccia abbastanza fresco per tuffarmici. Visto che anche quest'anno niente vacanze.

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-dentro a questo live c'è una parte fondamentale della mia vita-
-e dentro a questo live c'è una canzone fondamentale per il romanzo che sto scrivendo da tanto tempo-


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"Il cavallo rosso" di Eugenio Corti era uno dei romanzi preferiti da mio nonno, o meglio uno di quelli che nel leggerlo lo avevano piu' scosso e coinvolto. Lo ripropone da oggi Il Giornale.

7 commenti:

  1. Francamente non capisco queste polemiche. Chiusi o aperti, non frequento negozi e ristoranti nei giorni festivi, facciano come vogliono. Mi piacerebbe che nella mia città restasse qualche locale aperto per non fare figuracce con quei quattro turisti che arrivano ma, in fondo, neanche mi importa chè non sono turista. Poi leggo pure poco, per via degli occhi, e allora neanche dovrei commentare. Ma ascolto. Ho scoperto gli audiolibri. Ne farò, presto, un post. Magari li cerco lì, questi tuoi libri.

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    1. guarda, io ho visto a Como un supermercato aperto 24 ore su 24 e mi ha sconvolto...e quando torno in Italia noto supermercati aperti sempre e gente sempre dentro...io penso a chi ci lavora.
      poi ormai è un ciclo continuo che non riesco piu' a comprendere.
      sai non so se esistano in audiolibro. boh. non ne ho mai usato uno.
      mi dispiace per i tuoi occhi.
      ma davvero tanto.

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  2. Posso capire che i ristoranti siano aperti nei giorni festivi, perchè sono quelle le occasioni in cui si va a mangiare fuori in compagnia. Ma i negozi proprio no.
    Penso a quelli che ti hanno chiesto "come fate?" e anche a me viene una grande tristezza... mi chiedo come facciano certe persone a non concepire un passatempo che non sia andare a un centro commerciale.
    Mi sa che di questo ne avevamo già parlato e stiamo diventando dei vecchi brontoloni (almeno io)

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    1. si', ne avevamo parlato tempo fa....e mi sa che anch'io sto diventando un vecchio brontolone.
      è un discorso che mi sta molto a cuore ma ormai mi sa che facciamo parte di una minoranza che la vede in questo modo.

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  3. Credo che quel libro della Enriquez contenga anche i racconti di cui avevo scritto su Lankelot tempo fa (uno dei tre racconti di quella raccolta ha proprio il titolo "Le cose che abbiamo perso nel fuoco"). (-: Secondo me lei merita.

    ndr

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    1. http://www.lankelot.eu/letteratura/enriquez-mariana-quando-parlavamo-con-i-morti.html

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