martedì 11 aprile 2017

Leggendo "Una vita come tante" di Hanya Yanagihara (Sellerio)


"Una vita come tante" di Hanya Yanagihara (Sellerio, traduzione di Luca Briasco) è un romanzo di quasi 1100 pagine.
Ed è un romanzo straordinario.

Un piccolo estratto:

"Sembra che vada bene" disse lui, senza rispondere alla domanda ma cercando conferme. "Non credi?".
Andy aveva sospirato. "Sembra...". Poi si era interrotto, era rimasto in silenzio e Jude aveva sollevato lo sguardo, osservandolo mentre chiudeva gli occhi, come per fare mente locale, e poi li riapriva. "Sembra che vada bene" aveva finalmente risposto. "Dico sul serio".
Jude, allora, aveva provato un forte senso di gratitudine, perché sapeva che Andy non lo pensava davvero, né mai lo avrebbe pensato. Per il medico, il suo corpo era un teatro degli orrori, che costringeva entrambi a stare in costante allerta. Era consapevole che Andy lo vedeva come una persona autolesionista, con una spiccata tendenza al delirio o alla negazione.
Una cosa, pero', Andy non aveva mai capito: Jude era un ottimista. Ogni mese, ogni settimana, decideva di aprire gli occhi per vivere un altro giorno nel mondo. Lo faceva anche quando si sentiva cosi' male che, a volte, era come se il dolore lo trasportasse in un altro stato, nel quale tutto, perfino il passato che cercava disperatamente di dimenticare, sembrava assumere i toni grigi e sbiaditi di un acquerello. lo faceva quando i ricordi spazzavano via tutti gli altri pensieri, quando serviva uno sforzo enorme, una grande concentrazione, per rimanere aggrappato alla sua vita attuale senza lasciarsi travolgersi dalla disperazione e dalla vergogna. Lo faceva quando era troppo stanco di tentare, quando essere sveglio e vivo richiedeva cosi' tanta energia da costringerlo a rimanere a letto in cerca di un motivo per alzarsi e provarci di nuovo, quando sarebbe stato molto piu' facile andare in bagno e prendere le buste di plastica con la chiusura a zip dove teneva il cotone, i rasoi, i tamponi imbevuti di alcool e le garze e che aveva attaccato con lo scotch sotto il lavandino, e arrendersi. Quelli erano i giorni peggiori.
Era stato veramente un errore, quella notte prima di Capodanno, quando, seduto in bagno, si era tagliato il braccio con un rasoio. Era mezzo addormentato: di solito, non era cosi' imprudente. Ma quando si era reso conto di cio' che aveva fatto c'era stati due minuti - li aveva contati - durante i quali non aveva saputo come comportarsi, e restare seduto li', lasciare che l'incidente seguisse il suo corso, gli era sembrato piu' facile rispetto al prendere una decisione che non avrebbe coinvolto soltanto lui, ma anche Willem e Andy, e provocato giorni, mesi di conseguenze.
Non avrebbe mai capito che cosa, alla fine, lo avesse spinto ad afferrare il suo asciugamano dalla sbarra e ad avvolgerlo intorno al braccio, per poi alzarsi in piedi e svegliare Willem. Man mano che i minuti passavano, pero', aveva preso sempre piu' le distanze dall'altra opzione e, mentre gli eventi si susseguivano a una velocità che non era in grado di controllare, aveva ricordato con rimpianto l'anno successivo all'incidente, quando ancora non conosceva Andy e sembrava che le cose potessero migliorare, che il futuro potesse essere gestibile e luminoso, quando sapeva pochissimo della vita ma era pieno di speranza e credeva fermamente che, un giorno, quella speranza sarebbe stata premiata." (pp. 222-223)

4 commenti:

  1. Ce l'ho li nel tablet. finisco "L'uomo che metteva in ordine il mondo" di Backman e lo comincio. Ho letto dappertutto che è un romanzo straordinario . Adesso lo dici anche tu , quindi c' è da crederci , Ciao

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    1. Romanzo stupendo "Una vita come tante"

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    2. Ed è anche un libro commovente. da lacrimoni a catinelle, almeno per me.

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    3. il libro di Backman non lo conoscevo. me lo segno. grazie.

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