venerdì 28 aprile 2017

Albert Spaggiari, Giorno di annunci; Gli ultimi giorni di Mandel’štam; Bruce Lee

-


 Di Spaggiari ne avevo scritto qui e oggi per tutta una serie di questioni ho in mente queste sue frasi: 

"Una volta davo importanza a quello che la gente pensava di me. Poi mi sono accorto che la gente pensa di rado." (Le fogne del Paradiso)


- Venerdi' è giorno d'annunci qui in Ticino e magari anche nel resto del mondo, non lo so.
 Escono sui giornali, vengono raccolti su alcuni siti e io e la mia compagna tutti i sacrosanti venerdi' scrutiamo il mare (in)finito delle offerte lavorative alla ricerca di chissà quale colpo di fortuna per poi sconsolati o rinfrancati o liberati (cambiare lavoro, trovarne uno nuovo, sottostare ad alcune regole/colloqui/disdette/bla bla bla mette l'ansia a tutti e due) appallottolare i giornali o chiudere i link e dedicarci ad altro.
Da qualche anno a questa parte noto tutta una serie di lavori in inglese che sono al di là di ogni mia possibile comprensione. 
L'annuncio piu' assurdo a cui ho risposto negli ultimi mesi è quello in cui si cercava un uomo disposto a sbrigare una serie di lavori di casa due giorni alla settimana tipo lavaggio vetri (una villa praticamente con le pareti in vetro), eccetera eccetera.
Telefono e la donna che mi risponde mi fa: "Si', si tratterebbe di un lavoro da due, tre, quattro giorni la settimana. Senza orari, anche di notte. Portarmi fuori i cani. Come è messo in fatto di massaggi? Quanto è alto?"
Sono scoppiato a ridere ma sono rimasto al telefono.
La signora ha voluto giocare con me per qualche altro minuto, poi, di fronte al mio prendere tempo, ha chiuso con la seguente frase: "Adesso vado in piscina. Ciao"

- Una precisazione su alcune questioni a me rivolte: so cosa vuol dire avere un permesso in uno stato straniero. So cosa vuol dire doverlo rinnovare, essere sottoposto a controlli, rotture di cazzo, sguardi di merda. So cosa vuol dire correre il rischio di vederselo revocato questo permesso. So cosa vuol dire non avere idea di cosa fare nel caso questo permesso mi o ci venga revocato. E qualcuno dirà, pero' tanto....tu...voi...no. Per un cazzo, io una casa dove tornare non ce l'ho.

-

-qui-


Io non ho mai capito perché i miei genitori mi abbiano vietato per tanto tempo di vedere i film con Bruce Lee. Di questo libro ne ha scritto Isabella Cesarini: "Un ponte tra Oriente e Occidente: la vita di Bruce Lee". Posso pensare che fosse perché li ritenessero violenti o forse anche demenziali, anche se fosse molto piu' probabilmente perché i miei genitori hanno sempre detestato gli orientali.

......






Nessun commento:

Posta un commento