sabato 18 febbraio 2017

Luce mia, malattia, Craxi, il mio bisnonno, London Fields


Domani andrà in onda sulla Rsi.
Conosco bene gli ospedali.
Di questi tempi tocca a mia sorella frequentarne parecchi.
In questo documentario c'entrano anche i Massimo Volume.
Ascoltate questa canzone.

........



Sto leggendo il memoriale di Craxi che Il Dubbio sta pubblicando. C'é un passaggio in particolare che mi ha colpito, perché mi ha ricordato tutto un mondo che ho conosciuto, ho conosciuto e che è semplicemente andato in pezzi. Chi segue questo blog da tempo, starà pensando "Ma come, tu non voti? Che ti frega di queste cose". Io non voto ma la "politica" mi ha sempre interessato. L'ho masticata in famiglia sin da piccolo. Ho respirato idee contrapposte, liti, discussioni. Sono stato in sedi di partiti, sindacati, eccetera e nutro un grande rimpianto per un mondo, sicuramente imperfetto, oscuro, eccetera, che formava i politici, i sindacalisti. La classe politica. I grandi partiti tradizionali, salvo le ovvie eccezioni, erano formate nei loro quadri da persone culturalmente preparate. E servivano soldi per tutto cio'. Chiunque ha masticato un po' di politica, ha vissuto l'attivismo sa di cosa sto parlando. Di cosa sono le tessere (pensate, nel piccolo, al tesseramento Arci o alle iscrizioni al sindacato, per esempio). Da dove arrivano i soldi. Come si fanno. Vale sia per la politica istituzionale ma anche per tutto cio' che sta fuori dal palazzo. Sarebbe un discorso lungo ma guardate l'oggi, guardate il livello dei politici o dei presunti rivoluzionari. Non è solo lo specchio dell'Italia ma il frutto di chi ritiene che per fare politica, in tutte le sue forme, servano solo l'indignazione, la buona volontà, l'amore. No. Servono tempo, dedizione. Servono sedi fisiche. Servono soldi. Studio. Formazione. Uno degli argomenti cardine negli anni '90 fra i miei parenti era l'autonomia della politica. Sansonetti ne scrive spesso. Di una cosa sono comunque contento. Che i mie parenti da parte paterna (tutti tessitori, operai, muratori) dopo la fine del PCI e del PSI smisero di votare. Fu una grande prova di dignità.

E mi dedico molto a Craxi perché il mio bisnonno materna era un socialista. Un muratore che non prese mai la tessera del Fascio. Malato di tisi passo' parecchi anni in sanatorio. Mia nonna mi racconto' della sua emozione nel poter votare finalmente libero il suo Partito Socialista.
Non credo gli sarebbe piaciuto Craxi, ma chi lo sa vista la sua antipatia per i comunisti (ma anche rispetto).

Al mio bisnonno socialista, un gigante con le mani immense che mai ho conosciuto, devo tanto.
Quando passo davanti alla casa che costrui' con le sue mani, la sera e di domenica, e dove adesso abitano sconosciuti, io mi commuovo e mio padre mi dice che mi sarebbe stato simpatico.

Il padre della mia compagna, piastrellista e muratore, anche lui ha costruito con le sue mani la casa dove la mia compagna è cresciuta.

Il passo craxiano è comunque questo:

"Gli uni e gli altri. Partiti e classe politica, fronteggiavano un bagaglio di spese, che, a parte possibili ma abbastanza poche eccezioni di soggetti ad alto reddito personale, che meriterebbero di essere elencati, non potevano essere affrontate se non con il ricorso ad entrate di tipo straordinario. Questa linea di condotta  era propria di tutti i maggiori Partiti del Paese, sia che si trattasse di Partiti di governo che di Partiti di opposizione. Tutti si avvalevano, naturalmente in maniera diversa, di strutture burocratiche diversificate, di reti associative, di scopo che esercitavano un'azione permanente di sostegno, di reti di informazione fondata su quotidiani e periodici, di canali radiofonici e televisivi, di attività editoriali, di centri-studi, di scuole di formazione politica.
Altre iniziative di rilievo finanziario riguardavano acquisizioni immobiliari per sedi e luoghi di incontro, circoli e quant'altro si proponeva come utile e necessario per favorire ed incrementare la vita associativa e per moltiplicare le iniziative di incontro, i dibattiti, le manifestazioni."

....


in rilettura.

1 commento: