lunedì 27 febbraio 2017

Lago

Dopo una delle mie solite giornate di lavoro è impossibile riconoscersi nelle definizioni di compagno, di compagno di classe, di classe lavoratrice, di classe intellettuale, di collega, di responsabili, di direttori. Quando esco dal mio posto di lavoro vorrei spogliarmi da tutta la sporcizia della classe lavoratrice e di tutto cio' che sta intorno al mondo del lavoro e anche di cio' che non è classe lavoratrice, imprenditoriale e spogliarmi anche dei disoccupati e dei precari come me e degli inattivi e degli stronzi di ogni tipo, sesso, religione, coglionaggine che vivono su questo mondo.

Poi arrivo sulle rive del lago.
E tutto tace.
Immergo le mani nell'acqua gelida e mi lavo il viso.
Poi mi siedo su una panchina e resto li', placido, senza far nulla.
Non ci sono il lavoro, le tasse, il posteggio, mio padre, la spesa, le malattie.
Ci sono solo l'acqua, i cigni, gli alberi e due bambine travestite da fantasmi che lanciano sassi contro i piccioni.






6 commenti:

  1. la chiusa ha una tenuità spettacolare.
    qualunque lago sia fai sentire che è il tuo lago, il tuo luogo dell'anima.
    massimolegnani

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    1. il lago è la medicina migliore che io abbia conosciuto nella mia vita.

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    1. sono innamorato pure io del mare e spero di vederlo quest'estate.
      pero' il lago significa qualcosa di piu' profondo per me.

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