martedì 21 febbraio 2017

Il Foglio, Antonio Pascale, Giuliano Ferrara, Claudio Cerasa, Oscar Giannino, Massimo Cacciari

Non frequento molte persone. Non parlo quasi con nessuno. E non sono nemmeno una persona facile da frequentare. Quando sto con gli altri tendo a rimanere in silenzio. Dopo un po' mi alzo e me ne vado. Mi incazzo spesso. Quando sbotto esagero. Anche se la maggior parte delle volte non apro bocca perché sono timido, imbarazzato, frastornato, angosciato, mi annoio. L'alcool mi aiuta a sciogliermi ma l'angoscia non mi lascia mai. 

Qualche giorno fa a una carissima amica che passava dalla Svizzera e che non ho potuto purtroppo incontrare per colpa del lavoro scrivevo che negli ultimi anni sono diventato ancora più solitario. La risposta é stata: “Dai, Andre, non prendiamoci in giro, sei sempre stato un super super solitario!”. Ho sorriso. E in questa risposta c'è un elemento positivo, ovvero, che pur essendo un super solitario, ho la fortuna di avere un'amica come Arianna. 

Passo spesso per essere un intollerante o un integralista ma in realtà sono molto curioso dei mondi altri, attento a chi la pensa diversamente da me. Mi piace cambiare idea, confermare le mie convinzioni nel confronto, anche acceso, con la parte avversa.

Io per esempio compro Il Foglio per cinque motivi: 
1- mi piace esteticamente, mi piace il suo formato, mi piace Vincino e questo mi interessa particolarmente quando leggo un giornale
2- mi piacciono il livello medio di scrittura dei pezzi e molte delle firme che ci scrivono
3- ci scrive Maurizio Milani
4- molti dei pezzi presenti non li condivido ma sono scritti benissimo e mi costringono a riflessioni mie interne e allora qui arriviamo agli articoli di Antonio Pascale (Il Manifesto Anti-Declinista), Giuliano Ferrara e Claudio Cerasa. Non condivido quasi nulla di quanto ho trovato ma ieri ho sfogliato parecchi quotidiani e non ho trovato nessun altro articolo che mi ha offerto spunti di riflessione. E sono scritti tutti e tre molto ma molto bene. Non posso che ringraziarli.

Stessa cosa, in macchina, ascoltando il dialogo fra Oscar Giannino e Massimo Cacciari. Anche lì molti dubbi, eccetera, ma il piacere di ascoltare e porsi domande. È  un esercizio intellettuale e mentale importante per me. Mi permette di mantenere un giusto equilibrio, la capacità critica, l'apertura. È difficile, anche proprio da un punto di vista mio caratteriale, ma la pratica della disciplina è fondamentale come mio orizzonte.

Chiudo: ma tutto questo psicodramma del Pd, Sinistra Italiana e bla bla bla su cosa é fondato? Sul nulla. Non c'è nulla. Non prendiamoci in giro. Un'accozzaglia di residuati psicoideologici e frequentatori di Monti. Di estimatori di Zoro e bandiere rosse senza rosso. Personalismi di bassa lega, insopportabili, venduti come politica. E ci ritroviamo come protagonisti Scotto, Rossi, Fratoianni, Renzi, Emiliano, Civati, Vendola, D'Alema, Bersani, Pisapia. 

Certe volte sogno la calata di Mao o Pol Pot su tutta questa gente.

Il discorso mi appassiona perché vedo mio padre e mia sorella in Grossa Crisi e sorrido.

Ecco, vedete che esce il mio lato scontroso?

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