lunedì 13 febbraio 2017

Cosmetic, paese reale, intorno a Cinquanta sfumature di nero



(qui)

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Seguo con poca attenzione le cronache politiche di stretta attualità ma se penso alle ultime notizie relative a assessori, titoli di giornali, interviste strappate/vere/presunte, appelli, intellettuali che dibattono di questo e di quello, liste di proscrizione mi viene solo da commentare (se mi lasciassi andare nella mia veste esclusivamente cinica, non ci vedrei altro che il naturale putridume umano) che si stanno solo raccogliendo i frutti di decenni di un'educazione fatta di intercettazioni date in pasto ai lettori, processi televisivi, finti/veri processi alla Forum, democrazia sul web, dieci domande sulla moralità, arene, VaffaDay, cappi sventolati ovunque, giornalisti con le microspie in bocca e il manganello nel portafogli, Leopolde, programmi tv condotti da infimi imbonitori come Santoro, raduni di dementi di paese come quelli in onda su Rete4 e altrove. Una tristezza infinita. Il tutto condito dalla retorica del Paese Reale, della Gente, del Popolo che sventola la bandiera della Libertà e grida a random “Libertà, onestà, resistere, viva il popolo, fuori dalle balle, w la fica, vogliamo lavorare, datemi un cartellino....”. 

Se mi metto a pensare al Paese Reale onesto, a quello pulito, che si ritiene del tutto diverso dai politici mi piace ricordare la combriccola che incontrammo l'estate scorsa al lago composta da genitori, nonni, figli, nipoti, cani, disabili. 
Tenete a mente un bel cartello con scritto "Divieto di accendere fuochi, grigliate, cani, palloni". 
A due passi c'è un'altra area che permette tutto questo. 
Dopo venti minuti che sono arrivati questa Gente Reale  si mette a grigliare e vai con la musica etnica/dance/rock/classici italiani a manetta. Fumo che ci viene addosso e impossibilità di parlare, rilassarsi. Provo gentilmente a dialogare con loro. Impossibile. Ci prova qualcun altro. Impossibile.

A parte le classiche risposte condite da insulti, per me sono memorabili frasi come “Griglia anche tu!”, “Che male fa, senti che profumino...”, “Siamo in estate, rilassati, vuoi una birra?”, “Tutta la settimana che lavoriamo, uè, guarda che ci facciamo il culo dalle sei di mattina alle 9 di sera...”, “Non vedi che mi fai piangere i bambini?”. 
Gente che se l'è spassata perbene quel giorno.
Gente.

Ecco, niente. Chiudo con un ultimo passaggio, probabilmente criptico per molti. Quando mi capita di rivedere Craxi, uomo dalle milioni di ombre, in tv, assediato da quell'uomo inascoltabile/inaccettabile che è Di Pietro, mi rammarico soprattutto di una cosa. Che Craxi sia fuggito. 

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(e comunque uno scandalo dare il via libera al nuovo stadio)

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Un commento su Cinquanta sfumature di nero. In gran parte spettatrici, ma non solo. Le spettatrici consumano poco. Pochi pop-corn, pochi nachos. Preferiscono gelati (pochi), leccalecca, caramelle. Masticano tante cicche. Fumano un casino e buttano i mozziconi per terra. Pur consumando poco lasciano le sale che sono un porcile, quasi peggio di come si comportano i bambini. Peggio ancora i bagni. I bagni delle donne sono una vera collezione di ogni genere di maleducazione, insolenza, cafonaggine. Ieri con la mia compagna abbiamo cercato, bevendoci sopra un sacco di birre e mangiando lenticchie, una spiegazione psicologica. Anche al mercoledì pomeriggio quando le scuole son chiuse e arrivano un sacco di bambine e ragazzine son sempre i cessi delle donne quelli inguardabili.

Si comportano da zozzone perché rifiutano il ruolo di donna pulita/serva/casalinga? Perché vogliono copiare i maschi? Perché si sono maschilizzate? Per colpa della società? Della mancanza di educazione? Risposta banale e riduttiva che abbiamo trovato? Perché le donne non sono meglio dei maschi. Eppure, non so perché, l'idea che ragazzine, donne mature si comportino peggio di un bambino di cinque anni ha continua a destarci numerose perplessità e ci abbiamo parlato e parlato sopra per un sacco di altro tempo. Poi ci siamo addormentati.

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E dopo tutta sta merda, mi ripulisco andando a rileggere Hemingway, Dubus, Roth e Mishima. Rileggere mi rilassa.

6 commenti:

  1. Ahahahah sono piegata in due. Lo so dovrei piangere, dopo averti letto, ma ho un cervello in tecnicolor che dirige film. La scena è grottesca unendo il periodo “Libertà, onestà, resistere, viva il popolo, fuori dalle balle, w la fica, vogliamo lavorare, datemi un cartellino....”, con i vicini di campeggio. Altro che nr. di sfumature grigio/nere, sfumature marr(o)n-chiar(o) (ma questo è un regionalismo che lo può cogliere chi conosce i dialetti).
    Buon relax :**

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    1. Oggi e domani sono a casa e cerco di rilassarmi. Spero che non ci siano troppe sorprese.

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  2. L'ultimo imbonitore di turno è quello che conduce Agorà: ogni tanto al mattino prima di uscire mi capita di vederne 10/15 minuti: retorica a fiumi con quei titoli/giochi di parole penosi.
    Per lavoro ho che fare con il paese reale e mi sto rendendo conto che tante persone non sanno più comprendere un testo che superi le tre righe... probabilmente neanche il cartello "Divieto di accendere fuochi, grigliate, cani, palloni".
    Il fatto dei bagni è abbastanza inquietante.Che strazio!

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    1. Ciao Lucien, anche a me irrita il conduttore di Agorà. Ha un modo di fare insopportabile.

      Onestamente appena sento parlare di paese reale, io me ne vado. E sui bagni, aggiungo che le donne si portano a casa un sacco di carta igienica e sacchetti monouso per gli assorbenti. Un vero schifo.

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  3. Mi sto scompisciando dal ridere : "Dopo venti minuti che sono arrivati questa Gente Reale si mette a grigliare e vai con la musica etnica/dance/rock/classici italiani a manetta. Fumo che ci viene addosso e impossibilità di parlare, rilassarsi. Provo gentilmente a dialogare con loro. Impossibile. Ci prova qualcun altro. Impossibile." Prendiamola a ridere va ...ciao

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    1. Hai presente Un giorno di ordinaria follia. Ecco, mi sarebbe piaciuto fare qualcosa del genere con questa gente.

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