domenica 29 gennaio 2017

Austerlitz, dumping, Berto/Il male oscuro/Neri Pozza, le demenziali congreghe in piazza

Austerlitz.




Un incrocio memorabile fra uno dei libri/autori che mi ha cambiato la vita e un documentario bellissimo.

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Dumping/tagli in pochi punti:

- Ho scritto degli ungheresi che lavorano nel mio cinema per posare le nuove poltrone. La ditta delle poltrone è italiana e i montatori sono ungheresi che vengono dall'Ungheria, macchina targata Ungheria. Durante i lavori dormono in Italia perché in Svizzera costa troppo l'alloggio e ovviamente essendo stato un appalto al ribasso, non bisogna aggiungere spese. Tutto "in regola". Secondo le regole dei Trattati Bilaterali, della libera circolazione, della concorrenza, delle solite stronzate.

- Nel mio stesso cinema ha lavorato poi per mesi, durante la ristrutturazione, una ditta svizzera, con personale domiciliato. Hanno dormito in città. Le cose si possono fare. Anche se le paghe di questi lavoratori erano al limite della sopravvivenza.

- Leggo su Repubblica questo articolo, che non è proprio una novità del giorno: "Delocalizzati anche i Tir: "Così gli autisti dell’Est si prendono la strada".

- E intanto vengono varate qui in Svizzera nuove manovre di tagli alla socialità e di agevolazioni fiscali alle stesse aziende che poi favoriscono il dumping. Dimenticavo l'aumento della tassa di circolazione, l'aumento del prezzo dei mezzi pubblici, la tassa sui posteggi, i posteggi a pagamento. 

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Grazie a Neri Pozza è tornato in libreria "Il male oscuro" di Giuseppe Berto. Su Il Giornale é uscita una bella intervista a Giuseppe Russo, direttore editoriale della casa editrice.

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Che tristezza la congrega apparsa in piazza ieri a Roma.
E non che le altre sparse in giro per il mondo, di tutte le sfumature possibili, mi appaiano meno ripugnanti.
Piuttosto che starmene in giro, resto in casa e ascolto le solite canzoni.
Come questa, che non faccio che ascoltarla, riproporla.
Quella tromba finale mi ricorda mio zio.
E questo freddo tremendo lo debilitava cosi' come debilita me e mia sorella e debilitava mia madre.
Aveva la sua tromba per salvarsi e aspettare la primavera e l'estate.
Suonava e suonava.
Registrava dischi e li ascoltava sul suo furgone pieno di dolci.
È morto senza che avessi il tempo per salutarlo.
Per ringraziarlo.
Se ne è andato con umiltà.
Con disperazione.
In silenzio.



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