mercoledì 11 gennaio 2017

Appunti



Dopo averlo terminato e riletto in molti passaggi "Appunti" di Nicolás Gómez Dávila (Edizioni di Ar) entra a far parte dei libri della mia vita.

Lascio alcuni estratti fra quelli piu' brevi. Una misera e casuale scelta. Gli scolii totali sono 2092 per quasi 400 pagine.

(494) Per sopportarli, i viaggiatori vanno integrati nel paesaggio.

(520) Si puo' essere comunista senza avere per questo la intelligenza degenerata; ma solo una intelligenza degenerata puo' volere al contempo il comunismo e la pienezza dello spirito.

(631) Il conservatorismo politico ha una duplice radice ed esistono due specie distinte di conservatori. Alcuni sono conservatori perché la pigrizia dello spirito, la soddisfazione di sé stessi e della propria condizione impediscono loro di ambire a qualsivoglia cambiamento. Nella seconda categoria rientrano gli scettici autentici o quanti si siano assoggettati a una incondizionata necessità di pensare. Questi ultimi, sopra tutto, hanno bisogno di tranquillità esterna, essendo incapaci di sopportare al contempo la incertezza, il disordine, l'agitazione, il caos dei pensieri propri e di quelli del mondo. Rivoluzionario, al contrario, è l'insoddisfatto, o piuttosto chi si fa con facilità una opinione, pensa in termini superficiali la complessa struttura delle cose, e non sa dubitare delle proprie convinzioni. Potremmo forse dire che, fra i mediocri, quelli che lo sono di meno saranno rivoluzionari, e, fra gli spiriti magni, quelli che lo sono di piu' saranno conservatori.

(723) Ad avvilirmi quando scrivo non è tanto la sterilità del mio spirito, la estrema avarizia, la reticenza, l'avversione, da parte sua, a concedere con generosità la ricchezza di parole in cui possano prendere forma gli embrioni il cui agitarsi mi inquieta e disturba. No, non è questo, ma la bruttura di cio' che scrivo, la durezza e legnosità delle mie frasi, la loro mancanza di eleganza, di grazia, di garbo.

(735) Escludendo pochi spiriti eccelsi, le opinioni degli uomini sugli avvenimenti loro contemporanei sono cosi' simili da un'epoca all'altra, da un giorno all'altro, che potremmo pensare a un giornale ideale scritto una volta per tutte: le persone intelligenti si contenterebbero di leggerlo una volta sola, ma esso verrebbe pubblicato quotidianamente per tutti, avendo soltanto l'accortezza di cambiare ogni giorno i nomi propri.

(823) Bisogna imparare a non far nulla, purché questo non far nulla non sia fare invece cose banali, purché questo vuoto dello spirito non sia una riprovevole vuotezza dell'anima.

(866) Il popolo è sempre vile; pero', non dimentichiamolo, coloro che meno si credono popolo in genere lo sono di piu'.

(883) Viaggiare per l'Europa significa visitare una casa per farci mostrare dai domestici i saloni vuoti dove venivano date un tempo feste maravigliose.

(995) La pedagogia è l'arte di insegnare cio' che non vale la pena di apprendere.

(1375) So apprezzare solo i poveri e la ricchezza; ho in orrore la povertà e i ricchi.

(1485) Gli uomini per la maggior pare desiderano la eguaglianza soltanto per poter esercitare con piu' efficacia le superiorità che ritengono di possedere.

(1498) La angoscia piu' cupa nei riguardi della morte si coglie non negli scheletri di pietra, nelle danze della morte del Medioevo agonizzante, ma nei divertimenti puerili dei nostri contemporanei, nel loro abuso di tutto cio' che promette di arrestare o nascondere la decadenza del corpo, e, infine nelle arroganti esibizioni degli aggregati giovanili.

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