lunedì 5 dicembre 2016

Riflessioni post Innocenzi - Meat is Murder - Il cuore nel sesso



Ovunque si parla di cibo. Televisione, colleghi, amici, conoscenti, parenti. Eataly, Bio, prodotti di qualità, sagre di paese, specialità tipiche, specialità fatte in casa. Assaggia questo, assaggia quell'altro, ingoiati quest'altro. Voti su Tripadvisor. Commenti sul nuovo esclusivo ristorante o sulla tale osteria. Sughi e condimenti. Tempo questo di abbuffate, di carne in grande quantità, di cesti regalo, di carrelli pieni. Di supermercati ancora più pieni di quanto già non lo siano sempre.

Uno dei motivi per cui ho sempre odiato le feste è la tavola imbandita.

Mi faceva schifo vederla tutta piena di affettati, insaccati, olive, cetriolini, cipolline, patè, insalata russa e poi ecco arrivare portate su portate.

Sono nipote di ristoratori. Mia nonna cucinava come un dio. Mio padre e mia madre vi avrebbero fatto impazzire. Praticamente sapevano cucinare quasi ogni cosa. Dalle quaglie alle cappesante, dal capitone alla pasta fatta in casa, dall'orata in cartoccio agli uccellini, dal piccione alla cassoela, dall'omelette alla pasta alle cime di rapa, eccetera. Mio padre leggermente più ruvido e standard, mia madre ricercatrice di sapori. Sapori che si sono persi con la sua morte. Abbinamenti. Profumi.

Crescendo ho sviluppato il ribrezzo per le tavole imbandite.
E soprattutto il disgusto per mangiare esseri viventi.
La discussione sarebbe infinita a questo proposito

Ma quello che più m'infastidisce ultimamente è la parola "qualità" applicata al cibo.
Che è una cazzata gigantesca.
Basta essere un pochino svegli, avvezzi al mondo per capire che è solo una truffa, con la copertura dello stato, delle Asl, dei giornali, dei critici, delle etichette truffaldine.
Poi certo esistono le microscopiche eccezioni ma anche parole come Bio, allevamento a terra, marchio certificato sono solo parole su parole. Vere e proprie campagne pubblicitarie.

Il made in Italy è una truffa bella e buona.

Il libro della Innocenzi sarebbe da regalare a Natale (anche in virtù della sua agilità) proprio per far capire quanta poca qualità ci sia in quei piatti che verranno consumati: cibi imbottiti di antibiotici, malattie. Che provengono da allevamenti che è giusto definire lager. Dove gli animali sono sottoposti a ogni genere di crudeltà e manipolazione genetica pur di garantirci un consumo continuo di cibo. Di carne soprattutto ma anche di pesce e latticini. Bisognerebbe farlo trovare in tavola e rovinare un po' l'appetito.

Non tanto per trasformarci in integralisti ma almeno per rallentare qualche consumo, per farci qualche domanda ulteriore, per non essere complici sempre e comunque. 

Tanto per rimanere sulla stretta attualità, anche se non si mangia il cotechino, la salsiccia, il cappone, la trippa, il capitone non è che il Signore non nasca o non arrivi il 1 gennaio o non ci si possa divertire lo stesso.

NOTA CONCLUSIVA:  All'Innocenzi va il mio ringraziamento per essersi ricordata anche di coloro che lavorano in questi settori e che proprio a causa del contenimento dei costi e ritmi sempre più infernali si stanno autodistruggendo.


.....


Finalmente me l'avrebbero trovato.

6 commenti:

  1. In realtà qui è tutta una festa, da gennaio a dicembre in ogni angolo del nordest, ma non solo (io vivo qui e vedo quello che succede), è un fiorire di sagre e feste dal lesso alla polenta, dalle trippe alle aringhe ... e tutte certificate, tutte fatte in casa, tutte fatte come 'na olta a km zero s'intende, genuine, cazzo, non come gli altri (che non semo noi). Credo che il nostro cervello si sia ridotto a km zero, ormai preso in trappola da campagne pubblicitarie che dicono tutto e il contrario di tutto. Forse sono andato fuori tema, ma mi segno questo libro ...

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    1. Anche da me Ally. Poi c'è il proliferare dei ristoranti Wok e non solo con la formula del "Tutto quello che puoi mangiare" a 10-12 euro (qui in Svizzera per il momento non ne ho visti). Quando un anno e mezzo fa è nato mio nipote ci hanno portati a mangiare proprio in uno di questi ristoranti a Schio. Un'esperienza terrificante. Persone con montagne di cibo nei piatti. Proprio montagne....

      bah....

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  2. Confermo, i ristoranti wok sono la nuova moda (io ho sempre odiato il self service, mi piace essere servito, perché ti portano il giusto, con il self service, c'è chi prende troppo, montagne di cibo, e chi prende poco, o forse il giusto per reggersi in piedi e non scoppiare).

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    1. magari c'è un accordo segreto fra ristoranti wok e palestre per far dimagrire....sorrido....ma alla fine si mangia solo immondizia.

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  3. E non è che con la verdura vada molto meglio, anche lì è tutto pieno di pesticidi, fertilizzanti e semi transgenici. Purtoppo quello del cibo è un grande business, ne sono la dimostrazione tutte le trasmissioni televisive a tema culinario.
    Non riesco a vedere una via di uscita...

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    1. Hai perfettamente ragione. Quando torno nel mio paese che nel suo centro ha un'industria gigantesca con un continuo flusso di camion diffido anche della verdura coltivata negli orti a due passi dai capannoni.

      Comunque sia eliminare carne e pesce, non mi fa, seppure in maniera un po' ipocrita, complice dell'uccisione di esseri viventi.

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