sabato 3 dicembre 2016

referendum, Céline, Satantango, Innocenzi, Esenin, Tristano e Isotta

Non vedo l'ora che questa cazzo di giornata di referendum passi perché davvero m'ha rotto i coglioni. Anche per uno come me che non andrà a votare, che non gliene assolutamente un cazzo di questo referendum è impossibile uscirne vivi. Discussioni familiari, con qualche collega e poi giornali, tv, internet, blog. Ovviamente anche sui rotoli della carta igienica ho trovato i sì e i no ai quesiti e per uno come me che soffre di cronici problemi intestinali non é facile da accettare.

Il mio pensiero, come ho già ripetuto altre volte su questo sito, lo riassume perfettamente Céline:

"Sono anarchico da sempre, non ho mai vo­tato, non voterò mai per niente né per nessu­no. Non credo negli uomini. Perché vuole che mi metta d’improvviso a suonare lo zufolo so­lo perché decine e decine di falliti me lo suo­nano? io che me la cavo piuttosto bene col pianoforte? Perché? Per mettermi al loro livel­lo di gente meschina, rabbiosa, invidiosa, pie­na d'odio, bastarda? Questa è davvero buona. Non ho niente in comune con tutti questi froci - che sbraitano le loro balorde supposizioni e non capiscono nulla. Si immagina a pensare e a lavorare fra le grinfie di quel gran coglione di Aragon, per esempio? Questo sarebbe l'av­venire? Colui che dovrei adorare, è Aragon! Puah! […] Non sente, ami­co, l’Ipocrisia, l’immonda tartuferia di tutte queste parole d’ordine ventriloque! […] I nazisti mi detestano al pari dei socialisti, e i comunisti anche, senza contare Henri de Régnier o Comoedia. Si in­tendono tutti quando si tratta di sputarmi ad­dosso. Tutto è permesso tranne che dubitare dell’Uomo. Allora non c’è più niente da ri­dere.
Ho fatto la prova. Ma io me ne frego, di tutti.
Non chiedo nulla a nessuno". (Céline a Elie Faure, 1934)






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Che emozione vedere una settantenne comprare il libro da cui é tratto uno dei film della mia vita:




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Ho terminato la lettura “Tritacarne” di Giulia Innocenzi e la ringrazio per avermi aiutato ad abbandonare le ultime pratiche alimentari che coinvolgevano carne/pesce. Adesso sarà la volta anche dei latticini, uova, eccetera. Per quanto mi é possibile, senza autodistruggermi.

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Riprendere in mano “Confessione di un teppista” Sergej Esenin (Passigli Poesia, a cura di Bruno Carnevali) e sentirmi vivo. 

“Mi rattrista guardarti,
ne provo dolore e pietà!
Sapere che ci è rimasto soltanto
A settembre il rame del salice.

Labbra altrui hanno rapito 
Il tuo tepore e il palpito del corpo.
Pare quasi che una pioggerella cada
dall'anima, un poco morta.

Ma che importa! Io non la temo.
Un'altra gioia mi s'è aperta.
Ma nulla m'è rimasto
Se non la gialla e umida putredine.

E io non mi sono conservato
Per una vita placida, i sorrisi;
Così breve è la strada percorsa,
Tanti sono gli errori commessi!

Ridicola vita, ridicolo dissenso.
Così è stato e così sempre sarà.
Come un cimitero è disseminato il giardino
Di ossa spolpate di betulla.

Ma anche noi sfioriremo così
E come gli ospiti del giardino
Cesseremo di fare rumore...
Se nell'inverno non ci sono fiori,
Non bisogna rattristarsi per essi.” (pag. 79)

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