giovedì 1 dicembre 2016

Lapo, Annalisa Chirico, Charlotte Matteini, calcio Lecco, Gomma, Alice in Chains

Che Lapo sia un mezzo, grande, totale coglione é ovvio. Che sia un privilegiato é scontato. Dire che provenga da una famiglia che fa tutto quel che vuole in Italia e altrove da oltre un secolo significa scoprire l'acqua calda. Che per certi versi la sua figura é anche lo specchio della società contemporanea. Come scrive giustamente e duramente Massimo Del Papa

Detto tutto questo, confesso che a me Lapo sta simpatico. Molto più di tante altre persone che frequento tutti i giorni o che vedo in tv o di cui leggo o che dovrei rispettare. Sarà perché ci ho scambiato insieme due chiacchiere secoli fa e lo trovai una persona garbata e molto educata. Sarà perché mi ricorda tremendamente un mio compagno di classe di liceo. Me lo ricorda perché, con le dovute differenze, anche lui proveniva da una famiglia importante. Pesante. E ha sempre vissuto malissimo questa situazione. Lui non era un nome. Non aveva emozioni. Sogni. Aspirazioni. Era sempre e solo un cognome. E doveva sempre dimostrare qualcosa che non aveva nessuna voglia di dimostrare. Viveva una vita di sofferenze e debolezze. Eterni confronti. Attese disarmanti. E ovviamente anche di grandi bagordi. 

Sarà anche perché ci trovo anche molto di me stesso in Lapo. Il mio essere nipote é stato un peso per tanti anni. Lo é ancora oggi. Sensi di colpa. Voglia di mandare tutto all'aria.




Sostanzialmente, per quanto mi riguarda, Lapo é un tossico e un uomo che ha gravi problemi con la propria identità sessuale. 
Non voglio certo assolverlo, anzi, ma tutta questa gogna mediatica mi intristisce e preferisco le sue cazzate, il suo non fare un cazzo, il suo sprecare tutti i soldi a quelli che fanno la predica, a tutti quelli che mi parlano di vita giusta, di lavoro, di fatica, di pene, di condanne. 

Lascio due articoli che per fortuna non si adeguano al tiro al piccione e mi fanno respirare. 

Quello di Annalisa Chirico (giornalista che adoro per la sua vena da stronza) sorvola su molti aspetti ma mi é piaciuto il piglio: "Nessuno tocchi Lapo!" e poi quello di Charlotte Matteini: "Io sto con Lapo, vittima sacrificale del perbenismo borghese"

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E intanto il Lecco sta per fallire. Per morire. Pensare al Ceppi in rovina mi fa venire il magone. Intanto il mio abbraccio va ai tifosi e agli ultras che conosco. Nemmeno i giocatori scenderanno in campo.


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