martedì 13 dicembre 2016

Guardando "Bling Ring"



L'altro ieri ho acceso la tv e su Iris ho guardato “Bling Ring” di Sofia Coppola. Pellicola mediocre ma capace di irretirmi e travolgermi totalmente. Sono tornato agli anni del collegio. Quel ragazzo e e quelle ragazze che rubavano nelle case di Paris Hilton, della bellissima Lindsay Lohan (stravedo per lei, la sua interpretazione in “The Canyons”  é magistrale e in generale il film di Schrader é un capolavoro) mi hanno ricordato i miei compagni e soprattutto le mie compagne. Una in generale. Che poi sarebbe Emily Watson. Emily Watson fisicamente ma il personaggio che la diva di Harry Potter interpreta. Nella sua totalità credo. Che poi ci sarebbe anche un'altra mia compagna di classe. Praticamente il mio cervello é tornato indietro, si è riavvolto su se stesso e ha cominciato a rivivere, a macerare. Stanotte ho avuto un sacco di incubi tutti ambientati in collegio. Mi svegliavo. Mi riaddormentavo e partiva un altro incubo. A un certo punto ho detto basta e mi sono alzato. In coma. Ma era un altro sogno. Il peggiore. Quello più schifoso. Quello di quando mia madre andava a parlare coi miei professori. La settimana successiva sarebbe stata devastante. Se alle medie incontrai il mio primo stimolatore di seghe, in collegio incontrai la prima vera donna della mia vita. Che poi era un'adolescente. Se l'avessero rapita quel giorno ci avrebbero fatto un sacco di soldi con tutto quello che indossava. Difficile spiegare al mondo intero che quella ragazza aveva un'anima. Che poi quest'anima nel film della Coppola non c'è. Però le mie compagne ce l'avevano eccome. Anche se qualcuno le potrà considerare snob, troie, fighette, modaiole, paracule, col futuro spianato, ricchissime, imbucate, con la puzza sotto il naso, anche se non mi considerarono mai per un secondo, tranne una persona, io non smetterò mai, a modo mio, di voler bene a tutte quante loro.



2 commenti:

  1. Non ho visto il film, ma leggerti mi ha incuriosita, più per la storia del collegio che per la finzione scenica. Forse perché i miei ricordi di scuola sono diversi, quasi a pensarci mi sembra di aver vissuto nella terra di mezzo, con alcuni compagni che si alzavano all'alba per aiutare i genitori al lavoro e poi di corsa a scuola. Già in quinta liceo tutto si era trasformato, per fortuna non l'ho vissuto in prima persona, ma anche dalla finestra guardavo perplessa.
    Il bene poi è un'altra faccenda, comunque vada...

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    1. Ho vissuto strani anni in collegio. Provenivo dalla famiglia piu' povera in assoluto della mia classe. Per dirti cominciai in prima che mio padre aveva una Renault 11 a fine corsa, poi arrivo' la Panda rossa di mio nonno e infine una Uno grigia. Dall'altra parte Mercedes, etc. Incontrai ragazzine di 14 anni che andavano tutte le settimane dal parrucchiere, si curavano, erano vestite con capi costosissimi e avevano un sacco di soldi a disposizione. La cosa buona è che da un punto di vista strettamente scolastico fummo trattati tutti sullo stesso piano. Con estrema severità.

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