venerdì 2 dicembre 2016

Alcuni estratti da "Intervista sull'etologia" di Konrad Lorenz, a cura di Alain de Benoist (Oaks Editrice)


Sin dalla prima volta che lessi Lorenz apprezzai il suo stile "immediato" (nei limiti possibili) e chiaro, quasi narrativo. Succede anche in questo libro che contiene spunti molto interessanti. 

Trascrivo un passaggio:

"L'idea di cultura è inseparabile dall'idea di società. Quando si vuole definire la vita, si fa generalmente ricorso a ciò che Crick e Watson hanno scoperto, alla "doppia elica" del codice genetico. Questo meccanismo di ripetizione genetica è comune a tutti gli esseri viventi. Ma, presso l'uomo, noi abbiamo, come ho appena detto, un altro meccanismo capace di assicurare la ripetizione dell'eredità nel suo proprio campo. Certamente, per fare un cervello, occorre per prima cosa una base genetica. Ma, una volta che il cervello dell'uomo è là, vi è un'altra forma di eredità. Se un uomo inventa qualcosa, per esempio la freccia e l'arco, da questo momento non soltanto i suoi figli, ma l'insieme del gruppo etnico al quale appartiene ed anche molto probabilmente tutta l'umanità possiederanno questi strumenti e la possibilità che essi siano dimenticati non è maggiore che la probabilità di riduzione di "oblio" per un organo biologico della stessa importanza. La cultura implica l'immortalità del sapere, la reale immortalità dello spirito.
Si può spingere più lontano il paragone. Perché l'eredità genetica possa trasmettersi, bisogna che vi sia una certa rigidità del genoma. Se vi sono troppe mutazioni in una discendenza, questa dà vita a dei mostri.  Ma, all'inverso, se non vi sono molte mutazioni, si ottengono dei fossili viventi, come i dinosauri o gli iguanodonti. Succede lo stesso con la cultura. Come nel campo genetico, vi è interazione tra i fattori di conversazione, d'invarianza, ed i fattori di mutamento. In ogni cultura, la vitalità dipende dall'equilibrio tra queste due specie di fattori in rapporto all'ambiente. (pag. 86)

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io ascolto sempre i Massimo Volume:



e anche questa canzone bellissima:


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