sabato 5 novembre 2016

Rileggendo "Il vagabondo delle stelle" di Jack London (Edizioni di Ar)



"I vagabondi delle stelle" di Jack London (Edizioni di Ar) è un romanzo che mi accompagna praticamente sin dall'adolescenza e che ha seguito e anticipato il mio processo di crescita, maturazione e invecchiamento. A ogni lettura nascono nuove sensazioni, riflessioni, dubbi, brividi. Scopro passaggi, suggestioni che a quattordici anni di certo non avrei mai saputo cogliere. Atto d'accusa contro il mondo carcerario, la pena di morte, la reclusione, la meschinità umana, le leggi. Atto d'amore per il processo creativo, per la potenza rivelatrice e anche distruttrice dell'immaginazione e delle storie, per il valore dell'amicizia e della lotta. Un romanzo che fa a pezzi la fiducia nel materialismo, nella scienza, nel dato nudo e crudo di ciò che ci si para davanti. Non di sola carne, ossa, circuiti elettrici, cellule siamo fatti e viviamo. "I vagabondi delle stelle" è un condensato dei miei sogni, delle mie sofferenze, del perché amo la letteratura e del perché ho cominciato a scrivere. Di come la letteratura mi aiuti a combattere il dolore che mi macera dentro da sempre. E di come talvolta lo faccia brillare di nuova ferocia fra le mie mani. Mi dicono di uscire, di andare altrove, di visitare posti, città, di girare il mondo ma non c'è niente che mi tenga in vita come la lettura o il viaggiare di fantasia a occhi chiusi steso sul letto o camminando, costeggiando palazzi spettrali e alberi che crollano di pioggia lasciando la vita e i suoi colori sull'asfalto in cui ci si può specchiare tanto è trasparente nel suo condensato di dolore.

"E ora, alla fine dei miei giorni, dopo aver passato in rassegna tutto ciò che ho potuto conoscere della vita, sono giunto alla conclusione necessaria che le menti più acute non sono mai le più docili. Gi stupidi, i pavidi, coloro che non possiedono un senso vivo della giustizia e non sono disposti a battersi con coraggio, tutti questi sono i carcerati modello. Ringrazio tutti gli dei che Jake Oppenheimer, Ed Morrell e io non fummo mai carcerati modello." (pag. 39)

2 commenti:

  1. Mi chiedo come mai non l'ho mai letto prima ... l'ho regalato alla mia compagna qualche anno fa (dopo un'inervista sul blog a dei musicanti che me lo citarono come un libro molto importante per loro, come per te). Messo tra i libri da leggere entro fine anno ...

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    1. Ciao Ally, è un romanzo bellissimo. Non ci sono parole per descrivere Jack London...

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