mercoledì 30 novembre 2016

Il mio amore per il rock, Jerry Lee Lewis, Giulia Innocenzi - Tritacarne

Non so dove sia nato veramente il mio amore per la musica rock. Sicuramente avere un padre che in macchina ascoltava continuamente "Foxy Lady" o "House of The Rising Sun" mi ha aiutato parecchio. Così come quei concerti che mandavano ogni tanto su Rai 3. Forse Monterey. Forse Woodstock. Ero troppo piccolo per ricordare. O perché mia madre mi ha sempre ricordato Grace Slick. O invece se sia merito di "Suspicious Mind" di Elvis che quando la sentivo io mi rotolavo sorridente sulla moquette. Oppure "I Corvi" che mio zio cantava sempre quando cucinava. O "Blitzkrieg Bop" dei Ramones

Di sicuro devo ringraziare Jerry Lee Lewis. Ricordo ancora che mi innamorai totalmente di lui guardando un suo concerto in tv. Poi in prima media mi trovai dei soldi in tasca e chiesi a mio padre se poteva andare da "Amadeus", un mitico negozio di musica nel paese accanto, e ordinare una cassetta coi suoi successi. Mi arrivò sei mesi dopo quando praticamente avevo ormai cominciato ad ascoltare una valanga di roba nuova, compresi i Nirvana.

Però quella cassetta quando mi capita fra le mani l'ascolto ancora. Ha un ritmo bestiale Jerry. Musica di Satana. Sexy. Dannata. Ci pensavo ieri ascoltando la puntata de "Il falco e il gabbiano" di Ruggeri a lui dedicata.  Uomo devastante. Uno che mi ha dato la forza di vivere. 

Guardatevi questo video e pensate oggi a chi possa fare una roba del genere. Nessuno probabilmente.


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Comprato oggi, dopo averla vista da Augias. Sì, nell'articolo di ieri ho parlato male di lui. Oggi,(praticamente una giornata di lettura, malessere e alcolici e mangiavo facendo zapping), ho seguito metà della trasmissione e mi ha incuriosito parecchio. Tratta alcuni argomenti su cui mi batto da parecchi anni. Inascoltato e deriso quasi sempre. Ho intenzione di scriverne.

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