sabato 1 ottobre 2016

Stefano Liberti, I signori del cibo, Mircea Eliade

Ci sono periodi che cominciano con l'umore nero. Sono giorni che si trascineranno non so per quanto. Mi divorano dentro. Li innaffio di alcolici per trovare pace ma la pace non esiste.
Sono giorni di umore nero che si sovrappoggono a un ciclo vitale che è di costante dolore.
In pratica un peggioramento.
Quando migliori non stai meglio ma sei solo risalito al malessere quotidiano. 


che è un bel libro di inchiesta ma non così convincente e travolgente come mi aspettavo. La scrittura di Liberti non mi entusiasma, per certi versi nemmeno la sua impostazione di base...come quando ribadisce sempre l'estremismo di alcune persone. Molto ripetitivo per come è strutturato anche se sufficientemente chiaro nello spiegare come funziona il ciclo funerario del cibo. Leggere un libro del genere in un momento come quello che sto attraverso mi ha tolto pure la voglia di mangiare e già mettermi in bocca del cibo è uno degli esercizi più difficili che devo affrontare nella mia vita.
Tutti argomenti, quelli descritti, che conoscevo ma rileggerli per l'ennesima volta ha aggiunto angoscia sull'angoscia.
E ribadito, come se ne avessi avuto ancora bisogno, la mia poca/inesistente fiducia nel genere umano. 

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