giovedì 6 ottobre 2016

Respirare grazie al regalo di un'incarnazione apollinea, di un'amica incredibile - Lo scultore


Non respiro in questi giorni. Non dormo mai. Soffoco. Ho lo stomaco a pezzi. Lavoro per un lavoro senza senso. Cerco di scrivere e cancello soltanto. Non so nemmeno perché continuare a stare al mondo. Faccio bollire verdure di ogni genere e bevo vino, birre e Martini. Poi torno in Italia da mio padre, per parlare di alcune questioni delicate, mangiare velocemente insieme. In quella casa raccolgo dal tavolo del soggiorno il regalo inviatomi per posta di una donna lontana che è respiro di bellezza, grazia, ferocia, proiettile. Un'amica che è stampella. Sprone. Visione. Ne sento spesso parlare male di lei. Leggo commenti sarcastici su di lei. Sui giornali. Sul web. Ovunque. E sorrido. Sorrido sprezzante di queste chiacchiere. Fiero di averla incontrata sul cammino della mia vita. Di averci parlato. Di aver condiviso con lei parole, impressioni, dolori, sorrisi. Ormai vivo in un altro mondo da dove è difficile comunicare. Fuori cala la sera. Domani ritorno al lavoro dopo una giornata di lavoro intensa e stupida. Seduto su una panchina ho guardato una chiesa dove sono stato battezzato e ho pianto. Altrove, oltre il confine delle mie palpebre, capannoni, ciminiere, bidoni, cipressi, cappelle della Via Crucis, la superstrada, persone che non so più collegare a un nome, una strada, una professione, un ricordo.


Bar Destino - Sorge

Nessun commento:

Posta un commento