domenica 16 ottobre 2016

Philip Murray, "Cari jihadisti…", "I Berserkir", Lansdale, Oakley Hall; un film e le sue spettatrici


Che bello leggere a notte fonda Il Foglio del sabato e trovare Giulio Meotti che recensisce "Cari jihadisti" di Philpi Murray (Miraggi Edizioni, traduzione di Francesca Lorandini e Olivier Maillart) e trovare nella casella della posta il lancio di questo libro:


"I Berserkir" di Vincent Samson (Settimo Sigillo) e approssimarsi a leggere anche questi due:






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Come da stereotipo le sale del mio cinema dove vengono proiettate questo film al termine delle proiezioni sono un vero letamaio. Bottiglie di vetro, alcolici, immondizia varia corridoi e sedili pieni di popcorn e altra merda. La solita adesione all'anticonformismo da salotto. Da spot televisivo. Identico a quello a cui sottostanno i loro compagni di merenda di sesso maschile.

Da quando lavoro al cinema non riesco quasi più a mettere piede in una sala. Mi mette la nausea il solo pensiero.

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Stanco a causa del lavoro, la schiena rotta, fuori dal mondo, lontano dai discorsi che pretendono attenzione mi limito a leggere, a pensare alle domande di un'interviste, a seguire svogliato dal divano un mondiale di ciclismo consegnato per denaro ai principi del petrolio e non solo. Aspetto i giorni di riposo. Il pensiero che va a Emanuel Carnevali. Sempre.


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