martedì 25 ottobre 2016

La vergogna di portare lo stesso cognome, Philip K. Dick, Homesman, Il mio amico Hitler

- Che vergogna leggere che qualcuno che porta il mio stesso cognome (nessuna parentela) è coinvolto nell'ennesimo caso di dumping salariale, truffa, vera e propria schiavitù di lavoratori e molto altro. Che schifo vero. E come al solito nessuno sa mai niente, tutta colpa della crisi, della concorrenza e le solite cazzate.




Anche se si tratta di un romanzo minore, non perfettamente riuscito, come nel caso di di "Mr Lars sognatore d'armi" (Fanucci, traduzione di Carlo Pagetti) leggere Dick è sempre come scivolare in una dimensione parallela che sta dentro di me.

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"Homesman" è uno dei film più emozionanti che ho visto negli ultimi anni. L'ho rivisto ieri, comprato in dvd. Ambientazione western ma riflessione dolorosa sulla donna, sulla follia, sul mito della Frontiera. La Swank è semplicemente devastante. Impossibile non piangere.

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Leggere Mishima. La mattina presto. Per cancellare il rumore del trapano, le grida dei manovali, le chiacchiere stridenti delle casalinghe, la volgarità delle loro voci.

Ma il dolore resta.
Nello stomaco.
Nella mente.
Ovunque.

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