giovedì 13 ottobre 2016

Il freddo mi fa male ma anche no - Birds of Passage

È arrivato il freddo e io vedo ancora tutti con giacche (leggere) aperte. Maglioncini di cotone addosso. Sorridono. Camminano leggeri sotto la pioggia. Si felicitano per la neve caduta sulle montagne. Vivono con serenità l'assalto dell'autunno. Autunno che per me significa avvicinarsi alla resa all'inverno. Io già sto male per queste temperature che al mattino sono gelide ma non invernali. Mi si spezzano le ossa. Mi viene da girare con pellicce d'orso addosso. Di farmi crescere la barba, di andare per boschi a uccidere cervi. Ma i caloriferi li tengo spenti. Inutile sprecare energia. Meglio vestirsi pesanti. Meglio una felpa nera sopra una maglia con le maniche lunghe. Mai capita la follia di girare per casa in maglietta anche quando fuori nevica. Ma il freddo per fortuna cancella le persone per strada. Le dirada. Annienta il presunto divertimento che alimenta le favole di distruzione,d i svago, di rifiuti, di immondizia. I tavolini dei bar si desertificano. Si tende a rimanere al chiuso. Nelle proprie case. I marciapiedi si spogliano di turisti. Restano le pozzanghere. E allora posso riconquistare il respiro, le possibilità di vero cammino. Quello che piace a me. Quello che mi sferza il volto. Io da domani comincio a indossare il cappello di lana. M'aggirerò coi dischi di Birds of Passage dischi in cuffia. E me ne frego del referendum costituzionale, di stronzate varie, di Nobel e dibattiti televisivi. Ho l'ansia che mi comprime il petto. Ho incubi tutte le notti. Il lavoro di distrugge. Gli esseri umani mi annientano. I colleghi maschi con la loro foga maschia mi annoiano. Mi sveglio con la voglia di uccidere. Lo stomaco a pezzi. Se apro il frigorifero mi sento di vomitare. Accendo incenso indiano. Leggo libri su libri. 




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