mercoledì 12 ottobre 2016

I racconti di "La luce smeraldo dell'aria" di Donald Antrim (Einaudi)




Ogni singolo racconto di questa splendida raccolta di Donald Antrim meriterebbe un commento particolare tanto sono una stratificazione di stili, argomenti, di dialoghi mozzafiato, tipo il racconto iniziale "Un attore si prepara" che mescola Sogno di una notte di mezza estate, la sua rappresentazione in un bosco, la psiche di un professore/attore, pulsioni sessuali, divertimento, alcolismo, liti familiari, adolescenza in fiamme o la sottile perversa angoscia di "Stagno, con fango", con un bambino in mezzo a due genitori seduti a un bancone. Ma sono stati in particolare due racconti che mi hanno impressionato per la loro bellezza e tutti e due raccontano di depressione, malattie mentali, solitudini, crolli: "Ancora a Manhattan" che racconta l'odissea di una coppia disturbata per le vie di New York, fra shopping, psicofarmaci, alcolici, depressione, bar e tavole calde, un appartamento dove sognare una nuova vita che forse non arriverà mai e "Lui sapeva" con un uomo che entra ed esce dalle cliniche col cervello e il cuore a pezzi, con una moglie che lo ama e lo tradisce con un amico. In questo racconto assistiamo come in diretta al crollo, forse definitivo, di un essere umano. Lo si vede entrare da un fiorista per comprare un bouquet per la moglie e lentamente perdere il controllo di se stesso, davanti alla bellezza della commessa e sballottato dai propri pensieri di cura, in balia della propria sofferenza, senza soldi per pagare un bouquet che diventa un ammasso di fiori e poi scappare via, rubando con questi fiori, sotto la neve, lungo i marciapiedi di New York, in una corsa disperata fino a raggiungere il locale dove la moglie lo aspetta preoccupata insieme agli amici. Ci arriva ferito, lacero, sanguinante, coi fiori in pessime condizioni, in lacrime, destinato all'ennesimo ricovero. Donald Antrim in questo racconto commuove, prende alla gola il lettore, restituisce in maniera soffocante e precisa la deriva carnale e psichica di un essere umano, in bilico fra sanità e follia, fra medicine e terapie, fra amore e tradimento, impossibilitato a cambiare, con la vita segnata per sempre. Per sempre solo in una stanza d'ospedale chiamata vita.

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