venerdì 30 settembre 2016

Due righe schematiche su "Tutto il nostro sangue" di Sara Taylor (Minimum Fax)



Perché mi é piaciuto:

perché ho sentito il respiro del sangue e il respiro del sangue mi piace molto
perché mi piacciono i romanzi che incastrano storie familiari in maniera complicata
perché ho apprezzato la decisione di tradurre il titolo originale “The Shore” con “Tutto il nostro sangue” e perché la potenza metafisica delle isole, la loro violenza, la loro benevolenza, il loro essere altrove emerge dal romanzo come un pugno-bacio
perché le donne di questo romanzo sono personaggi incredibili, soprattutto Tamara, Chloe, Sally e Elly
perché è vero che mentre si legge spesso ci si sente in bocca Flannery O'Connor
perché la Taylor traduce splendidamente sulla pagina il senso di abbandono, di tragedia, di violenza, di riscatto, di speranza
perché si respira magia
perché vive di fantasmi
perché il futuro che si prospetta nel romanzo sembra molto interessante e mi ha ricordato una cara amica che non vedo da secoli

Difetti:

alcuni passaggi a vuoto e altri che tendono a ripetersi
la debolezza dei capitoli ambientati nel XIX secolo. Troppo manierati. Il personaggio di Medora non mi ha convinto seppur fondamentale nell'economia del romanzo (altrove ho letto che sono deboli le pagine ambientate nel futuro...tanto per dirvi quanto le recensioni possano differire l'una dall'altra)
sembra quasi che alcuni personaggi si ripetano, altri che sono troppo di contorno per spiegare qualcosa che non si vuole spiegare
certe volte la struttura sormonta i vari capitoli e li annulla

Il passaggio migliore per me è senza dubbio il Capitolo 1: “1995- Esercitazioni di tiro”.  In questo capitolo si respirano Flannery O' Connor e anche Shirley Jackson ma soprattutto un grande potenziale autoriale. Un capitolo da incorniciare. Da estrapolare e far leggere ovunque.

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