venerdì 19 agosto 2016

Nicolás Gómez Dávila, McDonald's, Blue Jasmine, Lali Puna, Savages

"Tutti si sentono superiori a quello che fanno perché si credono superiori a quello che sono. Nessuno crede di essere quel poco che è in realtà."

(Nicolás Gómez Dávila)

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Oggi dopo il lavoro ho visto un McDonald's pieno di bambini e bambine, famiglie, padri e madri, nonni e nonni. Sedevano, mangiavano, ordinavano, sorridevano, urlavano, sbavavano unti. Il frastuono nelle orecchie. Avevo mangiato un panino mentre guidavo. L'abitacolo della mia attuale macchina, una Kia Picanto Blu usata, e di tutte le macchine che ho guidato (Fiat Uno, Panda, Punto, Polo), è sempre stato uno dei luoghi più sicuri dove mi sia capitato di entrare e sedermi. Luogo di libertà, spostamento e garanzia di morte. Il brivido che mi prende sempre quando mi metto alla guida. Agosto sta finendo. Un mese di merda. Bevo Barbera e cucino zucchine e assaggio insalata russa di buona qualità. I bambini progettano attentati alle casalinghe del palazzo. Li sento sorridere. Una ragazza fuma in vestaglia sul balcone. Cerca di essere sexy ma è solo una donna volgare. Ho acceso ceri ai miei santi per stemperare l'odio che sento dentro. Verso me stesso e verso il mondo che mi circonda. Ho letto l'ultimo numero di Nathan Never. Letto quotidiani a raffica. Lavorato tantissimo. Visto un collega nudo che si fa la doccia vantandosi che il suo cazzo è come quello di un negro. Accarezzato il gatto di una donna seduta su una panchina che mi offre per averla aiutata ad attraversare la strada un sorso di birra.

Stasera riguarderò sulla televisione svizzera questo bellissimo film:



Oggi ascoltavo queste canzoni.



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