lunedì 1 agosto 2016

Libri, Il barone sanguinario, Isabella Santracroce, Caspian, Hole

Nella mia vita faccio poco o niente a parte leggere, camminare, lavorare, bere tanto e provare a scrivere. Sulla scrivania alcuni arrivi:


(qui)


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Una scrittrice che ho rivalutato ultimamente, ma davvero tanto, e che adesso mi ha preso completamente: Isabella Santacroce:


Per non parlare di quest'uomo:


raccontato splendidamente da questo libro:


(qui)

e da questo libro di cui spero di riuscire a scrivere anche se scrivere recensioni e leggerle mi annoia particolarmente negli ultimi tempi:


e in questo libro c'è un passaggio micidiale che mi apre la testa, mi fa sconfinare in mondi e dimensioni spirituali che nulla hanno a che fare con il mondo di oggi...:

"Ungern manifestò sempre un profondo rispetto per il buddhismo e per "il destino dei buddhisti", ed era fortemente attratto sia dall'aspetto più guerresco, sia dalla nozione del sacrificio su cui si imperniava la versione mongola di questo insegnamento.
Gli dei mongoli erano esigenti e impassibili, sopra tutto per le offerte ove il sacrificio animale era comune - si compivano a volte ecatombe di bestiame destinate a placare la sete di sangue degli dei, e le carni servivano a nutrire gli stessi monaci o i poveri-, e sebbene coloro che hanno raggiunto lo stato di Buddha, i bodhisattva colmi di grazie, facessero parte della religione mongola, essi erano sovrastati da numerose altre divinità cruente. Tutto ciò deriva dal fatto che, al pari di quello tibetano, il buddhismo mongolo si innesta su antiche pratiche magico-religiose quali per esempio lo sciamanesimo, dove lo sciamano, considerato come un essere interposto fra l'universo umano e quello extraumano, comunica e contratta con gli spiriti per ottenere da loro la potenza a beneficio sia di sé sia della comunità per cui intercede. Le divinità sanguinarie dei mongoli sono di solito di origine pre-buddhista, e la loro iconografia riprende e richiama questa antica eredità. Le stesse divinità di luce assumono un proprio aspetto di tenebra: la dolce dea Tara  ha il suo "doppio" terribile nella Tara Nera, in cui il sorriso benevolo viene stravolto nel ghigno delle fauci, mentre le lunghe unghie risultano trasformate in artigli; ancora più tremenda è Palden Llamo, una delle divinità protettrici del buddhismo e al contempo madre divoratrice che sacrifica i suoi stessi figli, e cavalca su un lago di sangue e viscere stringendo una tazza ricavata dal teschio di un bambino nato da un incesto.
In Occidente queste divinità e i loro riti evocavano le angosce profane connesse, sopra tutto da parte degli europei al risveglio dell'Oriente, mentre la figurazione simbolica dell'incubo della dominazione asiatica veniva tratta dalle leggende popolari della tradizione tibetana e mongola attorno al tegno nascosto di Shambala (conosciuto in Occidente anche come Shangri-La), per i mongoli la Terra della Purezza che ospitava il misterioso Re del Mondo. Il mito derivava dal tibetano Kalachackra-Tanta, documento falsamente datato al IX secolo a.e.v, che sebbene ritenuto testo metaforico della tradizionale interpretazione buddhista - il regno della purezza essendo uno stato dell'anima, non un luogo fisico -, per molti mongoli esprimeva un significato immediatamente letterale. Le teorie su Shambala, molto diffuse tra i pensatori e gli occultisti russi del tempo - la stessa teosofia di Madame Blavatsky, che incontrò notevole favore presso gli occultisti occidentali, si basava su "catechismi" tibetani di seconda o terza mano - erano note a Ungern.
Il regno di Shambala veniva inoltre identificato geograficamente con il nord: i russi lo sapevano bene, e tendevano ad accreditare la Russia come il luogo ove il regno era nascosto. Già nel 1900 l'agente segreto russo Agvan Dorijiev cercò di diffondere tra i tibetani e i mongoli la credenza che i Romanov erano discendenti dei principi di Shambala, affermando che lo zar Nicola II era la reincarnazione di Tsongkapa, il fondatore della tradizione dominante tibetana Galugpa, e indicando come prova il patronato dello zar sul culto buddhista praticato dai buriati e dai kalmychi.
Più tardi il mistico artista e orientalista russo Nikolaj K. Roecherich, dopo aver attraversato la Mongolia fra il 1926-27, riportò leggende su Shambala che sosteneva di ascoltare ovunque si spostasse. Poca importanza assume l'eventualità che Roecherich inventasse o dilatasse tali leggende: in questo l'artista Roecherich avrebbe rivelato affinità con l'uomo d'arme Ungern (con cui, peraltro, si era instaurato un legame di conoscenza indiretta, in quanto Vladimir Konstantinovic, fratello di Nikolaj Roerich, era stato riservista nell'esercito di Ungern). (pp. 29-31)






.....

...una serie di cecchini che lanciano merda e piscio e sangue marcio su questi cercatori del cazzo di cui anche a me hanno riempito la testa...
....bombardamenti a tappeto di immondizia, cadaveri, feti...
...seppelliteli...
-fateli scomparire-
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7 commenti:

  1. Ciao Andrea, a differenza tua non ho amato molto il libro Adelphi sulla figura del simpatico e affabile barone. Anche se nelle parti in cui chiama il piantone per ordinare le punizioni da impartire (in particolare sul bipede femmineo), ammetto che mi son trovato vicino alla commozione. Sarei lieto di leggere cosa pensi dei testi che riguardano il barone editi da Ar (ho letto che non hai voglia di scrivere recensioni, mi bastano due righe).Tornando al post precedente sto leggendo il commento a L'Operaio di Evola, penso tu abbia presente quale testo intendo. Trovo quest'opera di Jünger davvero molto bella, decisamente superiore al Trattato sul ribelle; solo mio parere, ovviamente. È bello entrare in un blog e vedere parole scritte su autori che ami, di questo ti ringrazio. Ho notato, per altro, il tuo interesse per Céline, per me il più grande di tutti. Ricordo ancora le risate che mi feci leggendo Bagatelle pour un massacre! È incredibile che esistano persone che non lo leggano per cause politiche. Be' ci sono persone che non ascoltano Wagner per lo stesso motivo. Va be', un caro saluto, Jean Claude.

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  2. Trattato del ribelle*

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    1. céline per me è il più grande di tutti, jean claude.

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    2. e aggiungo, dopo averlo terminato, che, per il mio sentire, ho capito cosa non va nel libro di pozner. il "troppo fosco" di cui scrive frugis e che aleggia su tutto il libro di pozner. poi altri particolari.

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  3. Su Celine assolutamente concordo con voi e dico che Bagatelle sia un capolavoro nell'ambito pamphlettistico, al d là di qualsiasi discorso ideologico... Sul Barone Von Ungern Sternberg penso sia uno dei personaggi più interessanti della storia, un uomo straordinario e affascinante di cui ho letto tutto ciò che è stato pubblicato in italiano,ma sul libro di Pozner sono daccordo con Andrea, in quanto l'autore pone troppo l'accento sugli aspetti mitici e sanguinolenti del personaggio ricavandone una visione a mio modo di vedere falsata e non corrispondete a verità, ricordo che il Barone era un alto iniziato buddhista,amico personale del Bogdo-Khan una delle massime autorità del lamaismo, era in rapporti stretti con alte cariche della Chiesa Ortodossa e con vari iniziati dell'Islam,la sua azione fu sancita come un atto sacro e questo fà si che una persona del genere non possa in alcun modo esser detta "folle" e "sanguinaria" come alcuni pretendono,certo i suoi modi erano spesso duri, ma era ciò che la situazione richiedeva ed infatti i suoi militi lo adoravano... Su Isabella Santacroce ricordo che nell'adolescenza ne ero praticamente innamorato, lessi allo sfinimento quelli che sono secondo me i suoi migliori libri, ovvero "Destroy" e "Luminal" che amai molto in quegli anni, ora non seguo più la sua produzione soprattutto da quando qualche anno fà diventò un caso mediatico, ma non è detto che non vada a leggermi qualche sua recente produzione, visto Andrea che mi hai messo questa pulce, puoi consigliarmi tu qualcosa? Mi fido del tu giudizio perchè noto sempre più leggendo questo blog che abbiamo gusti affini e che abbiamo molte letture in comune, sempre cordiali saluti...Stefano.

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  4. P.S. Il Libro di Frugis sul barone l'ho ordinato più di un mese fà, dovrebbe arrivarmi in questi giorni, non vedo l'ora di leggerlo!!! Stefano

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    1. Ciao Stefano, Celine è lo scrittore della mia vita. Sono particolarmente legato ai pamphlet e alla trilogia del nord più che al viaggio e a morte, anche se sono due capolavori che mi sento nella carne.
      Su Pozner, io ne sono rimasto affascinato totalmente. Mi piacciono questi uomini. Di sangue e violenza. Di rigore e misticismo.
      Io amo la Santacroce fin dall'esordio, Fluo, Destroy e Luminal piacciono molto anche a me. Adesso, piano piano sto rileggendo tutto quanto. Supernova mi è piaciuto molto perchè è un inno d'amore alla giovinezza, alla bellezza, alla perdizione. E perché si scrive de Il Mago di Oz che è uno dei libri più importanti della mia vita.
      ( e mi sa che siamo coetanei io e te Stefano)

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