giovedì 21 luglio 2016

Due parole su "Pensieri del lambrusco. Contro l'invasione" di Camillo Langone (Marsilio)



Leggere "Pensieri del lambrusco. Contro l'invasione" di Camillo Langone (Marsilio, collana gli Specchi) è stato come prendere una boccata d'aria. Una scossa elettrica nel corpo e nella mente addormentati, prigionieri, stanchi. Di carezze e schiaffi sono piene queste pagine. Un antidoto da bere contro la falsa modernità, contro il politically correct imposto quotidianamente a destra e a manca, contro le varie mode imperanti, contro la cucina vetrina, contro la retorica diffusa da presunti pensatori/giornalisti/critici/artisti, contro chi straparla di multiculturalismo, ambientalismo, salute, moralità. Contro chi non si accorge di essere ormai a un passo dalla diffusione gentile dell'eugenetica. Della compravendita di bambini e bambine. Di vivere una vera e propria invasione. Leggere questo libro è stato come confrontarsi a cuore nudo contro un mondo in decadenza, un mondo dove la bellezza, la ragionevolezza, le tradizioni, la religione sono considerati materiale di scarto, da portare in discarica. Non sono sempre d'accordo con quanto scrive Langone ma ne condivido l'impeto, l'insofferenza, la tragedia, il sorriso. A costo di passare per reazionario, sciovinista, conservatore, misogino, oscurantista. Ma questo mondo mi appartiene sempre di meno. Non ne capisco nemmeno più le parole, le situazioni, i riti e non mi va nemmeno di capirli. Dovrei sentirmi attratto da Masterchef? Twitter? Facebook? Le archistar? I premi Strega? Davvero, continuo a pensare che piuttosto che dedicarsi a queste stupidaggini sia meglio mettersi a  leggere il Vangelo o la Bibbia e lo scrivo da non credente. Crescendo mi sento sempre più a mio agio con quei cattolici accusati di essere fuori dal mondo, che non si sono accodati alla modernità, donne come Costanza Miriano, papi come Ratzinger, uomini come Langone. Con quelli che credono ancora nella bellezza dell'inginocchiarsi, del crocifisso, del cimitero, della liturgia. Sono stato cresciuto in un collegio cattolico che mi ha trasmesso la bellezza della contemplazione, del sacrificio, della preghiera, della sofferenza, dell'amore cristiano. Che poi io abbia intrapreso altre strade è un altro discorso. Il mio prete confessore mi diceva che per lui rimanevo un credente perché ritornavo sempre a parlare di colpe, perché tornavo da lui per confessarmi, perché ero intransigente nel mio ritornare a riflettere sulla religione. Langone tocca tutti questi temi e basta sfogliarlo per trovare varie perle (lascio a voi il piacere di leggere interamente questi pezzi): "Oltre alla malattia ci colpiva l'ecologia" (pag. 16) oppure "Gli animalisti si consideravano l'avanguardia di una civiltà superiore esattamente come i gesuiti nel Paraguay e gli anglicani nella Nigeria della Regina Vittoria. Con la differenza che al tempo di Kipling e Defoe la supremazia bianca era teorizzata, al tempo di Morrisey e Michela Vittoria Brambilla veniva invece occultata: e la menzogna è segno peculiare del demoniaco." (pag. 27) e che dire di questa perla: "Prima di nominare Berlusconi, il Dalai Lama avrebbe dovuto sciacquarsi la bocca." (pag. 37) oppure di quest'altra che liquida in due parole tutta la moda delle Triennali, dei Saloni, del femminismo "Alla Triennale di Milano cominciava "Il tempo delle donne", un festival contro la differenza sessuale e quindi contro l'uomo, e io per reazione guardavo le bellissime foto di Negroni Cocktail, libro dedicato da Luca Picchi alla famosa miscela alcolica e al suo inventore." (pag. 63) o il guizzo per parlare dell'immigrazione: "Gli imbecilli pensavano il razzismo provenire dall'ignoranza. A me il razzismo era venuto dal leggere troppi libri Adelphi. Ad esempio Spillover di David Quammen". (pag. 81) o quest'altra che farà saltare sulla sedia i tanti scrittori progressisti/antirazzisti: "Non avevo capito se gli sbarchi degli immigrati sulle spiagge erano diminuiti (versione ministero dell'Interno) oppure aumentati (versione Caritas). Avevo capito che erano aumentati gli sbarchi degli estranei in libreria." (pag. 109). Potrei andare avanti per molto tempo e ce n'è per tutto e tutti: pacifismo, pauperismo, superomismo, turismo, grattacielismo, islamismo, nichilismo ma chiudo con una dedica alla politica più interessante, libera e bella in circolazione, Marion Maréchal-Le Pen. 
Se state cercando un libro estivo da consumarvi placidamente con un bel bicchiere di Lambrusco, carne di cavallo oppure le quaglie che cucinava mia madre leggete questo libro perché vi sentirete meglio. O forse no. Perché il mondo fuori volge al tramonto.


"La Francia aveva il triplo dei problemi dell'Italia (sei milioni di maomettani anziché due) ma disponeva pure di qualche anticorpo. Il più bell'anticorpo si chiamava Marion Maréchal-Le Pen, che notoriamente venerava santa Giovanna d'Arco." (pag. 134)

2 commenti:

  1. Langone mi fà veramente divertire a volte con la sua fraseologia celiniana ed anti-buonista, certo non sempre mi trovo daccordo con il suo pensiero da cattolico tradizionalista soprattutto quando fà le sue sparate anti-islamiche che per chi come me viene da letture guenoniane lasciano un pò il tempo che trovano soprattutto perchè non si cura mai di distinguere il nichilismo fondamentalista del terrorismo islamico(di cui il buonismo relativista occidentale è l'altra faccia della medaglia) dall'Islam quello vero che è ben altra cosa, comunque leggere Langone, la leggo tutti i giorni sul Foglio la sua "Preghiera", è sempre come una ventata d'aria fresca in mezzo al deserto occidentale del pensiero unico radical-chic "senza radical", è uno da prendere così com'è, o lo odi o lo ami... Certo poi che la piccola Le Pen è veramente carina oltre che, da quel poco che conosco di lei, una ragazza intelligente e anti-conformista, in un mondo di sciocchine da social network una ragazza che ha come mito Giovanna d'Arco è veramente una piacevole eccezione,ce ne fossero... Comunque per concludere posso dirti Andrea che nel mondo moderno nichilista la Tradizione è veramente la sola Rivoluzione, Ratzinger è molto più rivoluzionario di un Tony Negri,di un Punk o di un Nichi Vendola, Giovanni Lindo Ferretti docet... Saluti,Stefano...

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    1. Ciao Stefano, per me è una ventata d'aria fresca per i tuoi stessi motivi. Non condivido sempre Langone, per esempio io parto da posizioni di non credente, quindi mi sento decisamente lontano (talvolta provo anche dell'odio puro) per le tre grandi religioni monoteistiche, anche se ci sarebbe da discutere sull'intero sistema delle religioni e sicuramente anche dell'ateismo super razionalista e negazionista. Pur se provengo da un'educazione di tipo cattolico, ho studiato in un collegio, ho un cugino esorcista, una suora, eccetera non mi considero credente ma se devo avere a che fare con un credente cattolico preferisco quelli di un certo tipo, i tanto odiati tradizionalisti, piuttosto che quelli che piegano la religione a seconda delle opportunità, trasformandola sostanzialmente in un'appendice della democrazia capitalista.
      A me piace molto la piccola Le Pen anche perchè io sono sempre stato legato fin da piccolo a Giovanna d'Arco.
      Concordo con te, su Ratzinger partii prevenuto, come spesso parto quando salta su un papa a parlare ma col tempo ho compreso e apprezzato il suo messaggio.
      saluti, Andrea

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