lunedì 6 giugno 2016

L'inaspettata delusione di "Works"; il finale di "Canzone d'amore"

Le prime pagine, diciamo le prime cento, di "Works" di Vitaliano Trevisan (Einaudi) mi erano molto piaciute ma da un certo punto in poi sono subentrate la noia e la delusione. Troppo lungo, troppo ripetitivo e mi sono chiesto "Ma perché dovrei leggere un'autobiografia del genere? A parte il nome dell'autore cosa mi comunica questo libro? Cosa mi lascia?" Risposta "Niente".

Paolo Nori ha scritto un pezzo che parla per me.

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Il finale del racconto "Canzone d'amore" di James Ellroy mi ha fatto piangere. Lo so io perché.

"Non mi domandi cos'è successo, Spade?"
Stetti al gioco. "Cos'è successo, baby?"
Lorna sospirò. "Prima la tua versione, Spade. Sono curiosa."
Mi lisciai i risvolti. "Non hai saputo cogliere una buona occasione. Non riuscivi a sopportare la vita pericolosa che facevo. Non tolleravi il rischio, l'avventura, il batticuore e la vulnerabilità di un cavaliere errante dei bassifondi come me. Affronta la realtà, tesoro: ero troppo uomo per te."
Lorna sorrise: altre sfaldature si mostrarono nella mappa in rilievo del suo viso. Ribatté: "Il tuo istrionismo mi sfiniva più del mio. Sono entrata in un convento di suore messicane, ho preso un'abbronzatura che è andata a finire male, ho ripreso a scrivere musica e mi sono trovata un uomo della terra...Pedro, mio marito. Preparo tortillas, lavo i panni del ruscello e li stendo ad asciugare su una roccia. Qualche volta, se Pedro e io abbiamo bisogno di soldi in più, mescolo margaritas e lavoro al bar del Blue Fox. È una vita buona, semplice".
Giocai il mio asso. "Ma Maggie mi ha detto che volevi rivedermi...'ancora una volta', come..."
"Già, come nei film. Be', Hearns, si tratta di questo. Ho venduto Prison of love a circa tre dozzine di cantanti da night, che l'hanno fatta passare per loro. È registrata alla Società degli autori sotto almeno trentacinque titoli diversi, e ne ho ricavato cinque bei bigliettoni. E, be', ho scritto quella canzone per te, ai vecchi tempi, e i nome di quello che c'è stato fra noi almeno per due secondi, ti offro il dieci per cento: sei stato tu a ispirarla, dopo tutto, maledizione."
Mi accasciai sulla soglia, sfinito da quattro anni di ossessione e tre giorni di violenza e di omicidi. "Spara, tesoro."
Lorna si diresse verso uno stipetto e tornò con un rotolo di biglietti verdi yankee. Le strizzai l'occhio, intascai il fascio di banconote e mi allontanai lungo la strada fino a trovare una cantina. L'interno era buio e fresco; bellezze messicane ballavano nude sul bancone del bar. Comprai una bottiglia di tequila e la scolai, infilai monetine nel jukebox e premetti tutti i pulsanti che corrispondevano a una cantante. Quando il liquore cominciò a fare effetto e la musica partì, mi sedetti a guardare le ragazze che piroettavano, tentando di ritrovare l'ossessione." (pp. 209-210)


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Lo so che...ma a me i grillini che festeggiano sembrano dei porci che si rotolano nel fango prima di essere sgozzati e ridotti a carne trita per i fast-food (bio o usa e getta) dove andranno a mangiare altri grillini con gli occhi aperti sui messaggi dei loro Grandi Fratelli.


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