venerdì 24 giugno 2016

Il caldo - The Hotelier - della generazione erasmus

Questo é il caldo che aspettavo.
Quello quasi crudele.
Quello da siesta.
Quello del pomeriggio torrido.
Quello che ci vuole un paio di giorni per capirlo ma poi mi abbraccia e mi fa sorridere.
Non c'entra nulla con infradito, costumi (anche se il bagno nel lago lo faccio eccome e cambio di colore), sorrisini, gelati, ombrelloni (anche se serve).
È una dimensione fisica e mentale.
Da caso psichiatrico quasi.
Ho imparato a camminare sulla spiaggia di Pesaro.
Se prima stavo male, quando i miei nonni e i miei genitori mi portavano al mare o al lago io sorridevo e stavo bene. Facevo sempre la mia vita da solitario ma stavo meglio.
Le coste della Cornovaglia, le spiagge di Triopetra, Matala, Creta, Rodi, Baratti sono uno dei pochi motivi per cui non mi sono ancora fatto fuori.
Ancora oggi evito spiagge affollate, casini vari, giovani e adulti schiamazzanti, radio a tutto volume, grigliate.
Cerco un angolo sereno dove poter leggere, star seduto per ore a guardare l'orizzonte, uno specchio d'acqua dove potermi tuffare e portare tutto il mio dolore.
Anche se senza mia madre che era una fanatica di mare e spiagge e sole è tutto più difficile.

Leggo Spengler:


Hemingway, Vollmann e Roth e ascolto questo disco:


e la canzone "Soft Animal" mi fa star male.


.........

in chiusura: delle lacrime della generazione erasmus non me ne frega un cazzo.

2 commenti:

  1. L'uscita della Gran Bretagna dall'Europa? ... non me ne può fregar di meno. La falsità dei mercanti mi disgusta.

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    1. soffro d'insonnia e stanotte ho seguito lo spoglio su varie emittenti e sorridevo di sconcerto.

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