domenica 26 giugno 2016

ieri, leggendo i giornali

L'unica copertina/giornale in cui mi sono ritrovato ieri è stata quella di Libero che quantomeno ricordava i Sex Pistols:




ho provato a sfogliare Repubblica e Il Manifesto e li ho trovati vergognosamente schifosi. Non sono un fan di Feltri e compagnia. Nemmeno di Farage e di molti di quelli che in Gran Bretagna avranno votato per l'uscita. Ma avessi voluto votare avrei votato anch'io per l'uscita. Pur sapendo che quelli come me saranno sempre fregati. Ma non sono certo uno di quelli che piange per le esportazioni, i problemi calcistici, i possibili aumenti delle tariffe aeroportuali (ne ho usufruito, quindi lo so), gli studenti erasmatici in sofferenza eccetera, eccetera perché negli ultimi vent'anni com'è andata la situazione per la classe sociale a cui appartengono? Quali sono stati i benefici dell'UE, del Fmi, delle liberalizzazioni, della presunta modernità, della globalizzazione? Risposta: precarietà, flessibilità, liberalizzazioni, tagli sociali, guerre per difendere il nostro livello di vita. E questa fantomatica generazione erasmus cos'ha prodotto? Insomma, son tanti anni che esiste e probabilmente questo girare per l'europa produce, salvo nobilissime eccezioni, solo merda e status quo. E poi basta con questi richiami alla giovinezza! Ai giovani che votano per la modernità, che votano nella maniera giusta. Quali giovani? Mi sento simili a quei giovani che vivono la precarietà esattamente come la vivo io e non vorrebbero viverla, che non sopportano i voucher e i contratti a ore, la flessibilità, che non gradiscono le città divertimentificio, la distruzione del territorio, la Tav, i supermercati e i negozi aperti sempre e comunque. Sono vicino a quegli operai distrutti dalla globalizzazione, ai farmacisti distrutti dalle aperture indiscriminate nei supermercati, ai piccoli albergatori che non fanno parte di catene alberghiere, a quelli che producono per il proprio territorio senza aver bisogno di portarlo altrove.

I costi, i benefici.

C'é un termine che odio: narrazione.
E la narrazione di questi giorni è stata imbarazzante.

L'Europa che sogno è un'Europa diversa da quella inventata da Spinelli & Co, da quella di Bruxelles, da quella delle piccole patrie ultraliberiste/mercatiste/serve del dogma del lavoro, da quella serva del libero mercato, da quella di Tsipras e Podemos, da quella di Salvini e Meloni. 

La mia Europa non esiste, se non nel cuore delle persone libere. Nude, abbronzate su una spiaggia. Serene,  nel proprio appartamento. Libere sulle vette di montagne libere da alberghi. Viandanti nella nebbia della pianura. Libere in una città come Milano che permetta finalmente a Bianciardi di sorridere e che seppellisca nell'acqua dei navigli il circo elettorale, le radio popolari, gli expo.

Solo gli incendiari che misero a ferro e fuoco Milano il 1 maggio 2015 avevano capito il respiro gioioso dell'atto di distruggere una città improponibile, marcia, schifosa.


(e io so che mi direte che non posso apprezzare la copertina di Libero e poi appoggiare quel 1 maggio...ma io in quella copertina ci vedo più possibilità che in una qualunque copertina del manifesto...prendetemi pure per folle...)

3 commenti:

  1. Decisamente stirneriano questo post Andrea! Il fatto notevole è che la realtà degli operai delle midlands ha decisamente smentito lo storytelling della finanza e del circo massmediatico, e che la sinistra al caviale nel dopo brexit si stia palesando per quello che è, ovvero anti-democratica e profondamente anti-popolare, avversa alle classe meno abbienti(basta leggersi o ascoltare le scioccanti parole sulla presunta ignoranza ed incapacità di votare del popolo inglese pronunciate in questi giorni ovunque da gente tipo Severgnini,Monti,Stefano Feltri arrivando a dire che il referendum è stato una circonvenzione di incapace) Detto questo non è che la Brexit è un evento positivo in sè, è un evento positivo nel momento in cui pone un precedente e dà la possibilità ad altri popoli di potersi esprimere e di aprire una strada per avere possibilità decisionali sul nostro futuro, al di là di come la si pensi e soprattutto al di là dei poteri elitari dei tecnocrati della finanza che vorrebbero decidere per noi e su di noi... Comunque il dato dei giovani che hanno votato remain è un falso smentito tra l'altro da un tweet di Enrico Letta, di certo non un anti-europeista, che ha fatto notare che siano andati a votare solo il 36% dei giovani, quindi fra di loro-noi non ha vinto l'Europa bensì la pura indifferenza, mentre fra i "vecchi" sono andati a votare l'86%... Infine, per quanto riguarda Milano e l'Europa che non esiste anche io dico 10,100,1000 Luciano Bianciardi fra di noi... Stefano.

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    1. Ciao Stefano, è un post uscito dalla pancia dopo aver ingoiato troppe ore di dibattiti, letture di giornali, riflessioni, sollecitazioni familiari. (e Stirner è stata una delle letture fondamentali della mia vita) Particolarmente vergognose sono state le parole di coloro che hanno accusato "il popolo" di non essere capace di votare, che poi mi fanno anche sorridere perché considerando come siano andati questi ultimi anni gli "intellettuali" e gli "illuminati" mi sa che hanno votato proprio "bene". Era ovvio che lo scontro generazionale fosse un'invenzione di un certo tipo di media, che arriva dopo tutta una serie di ipocrite lotte ai cosiddetti privilegi delle generazioni precedenti che non hanno fatto che portare, in nome di una presunta modernità, a un generale livellamento verso il basso, con precarietà e il resto che è davanti agli occhi. Lavoro (ma sono italiano) in un paese come la Svizzera che è la patria della democrazia diretta ma noto che prima e dopo i referendum la battaglia politica è fatta, al di là delle normali asprezze/contraddizioni/critiche, nel rispetto soprattutto di chi va a votare. Pur con tutti i limiti che questo tipo di democrazia ha. (non sono un votante).

      Un'ultima annotazione, sono anche abbastanza scocciato di come ancora nel 2016 ci sia una descrizione della provincia, dei paesi, delle regioni "periferiche" come un mondo popolato da beoti, ignoranti, cafoni, stupidi, razzisti. Sono nato e cresciuto nella provincia lecchese, la mia compagna di vita è veneta e onestamente resto basito da questa visione.

      un abbraccio
      andrea

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    2. comunque sia qui c'è anche la mia mail:

      infinitejesst@gmail.com

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