martedì 31 maggio 2016

Le giornate

ci sono giornate come questa dedicate esclusivamente alle fatiche del lavoro e dell'esistenza in senso lato.
fatiche fisiche.
mentali.
che te le trascini dentro per altri giorni e non ne esci più.
dolore che ti morde da dentro. ti divora.
e fuori il mondo ti fa così tanto schifo che per ripulirti il corpo non bastano centomila docce.
tenere le tapparelle abbassate non serve a nulla.
sola voglia di mollare tutto.
la spiaggia di triopetra.
il balcone dell'albergo a matala.
la panchina in riva al fiume.
la birra lager.
il seitan.
l'insofferenza per gli ordini.
per i colleghi.
e poi la pioggia in autostrada.
capita di pensare che uscire di strada e ribaltarsi e morire sia il finale migliore.
chiudere gli occhi per qualche secondo e riaprirli e poi piangere. 
piangere che i doganieri ti guardano e quasi ti fermano per perquisirti e poi ti lasciano passare.
perché capiscono che stai piangendo.



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