domenica 3 aprile 2016

Una coppia del cazzo; un saluto a Galieno Ferri; su il Giornale oggi; un'intervista a Mario Vattani

Conosco, per motivi di parentela, una coppia, lei psicologa/cameriera/agricoltorebio, lui insegnante di sostegno/poeta/attivista politico, che puntualmente quando li incontro mi rompe i coglioni con chiacchiere sull'antipsichiatria, il genio della follia, Artaud e i Baustelle, Basaglia e la lobby delle case farmaceutiche, Walser e Steiner, artisti maledetti e conoscenti suicidi. Due che tengono sempre le porte aperte, con lo spirito d'accoglienza, con l'empatia verso i sofferenti. Basta che non gli parli di depressione, che non gli racconti di come stai, del dolore che provi, delle giornate che trascorri praticamente senza fare nulla, della tua incapacità di alzarti dal letto/mangiare/bere/pisciare/pulirti il culo, telefonare, pulire casa perché sennò gli scatta la noia, l'insofferenza. Gente insomma che legge troppi libri, vede film, ascolta musica, che confonde la depressione/i problemi con una tristezza perché lo Spritz alla presentazione non era come quello veneto, gente non sa un cazzo di cosa sia la depressione. Gente che vorrebbe essermi amica ma che prenderei volentieri a calci nel culo. Gente di merda. Gente che mi fa venire voglia di antidepressivi, alcolici, droga, violenza.

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Oggi nelle pagine culturali de il Giornale si parlava di opere molto interessanti:




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Un'intervista a Mario Vattani qui: "Viaggio nel Giappone seducente ed impenetrabile"

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