lunedì 11 aprile 2016

Ricordando Hiroshima con Keiji Nakazawa e il suo "Gen di Hiroshima" (Hikari Edizioni)


Lasciate perdere la retorica, Obama, i politici e i vari schieramenti politici che sfrutteranno questa ferita per i loro biechi fini, gli insegnanti che parlano di patria e espansione territoriale. Ricordate invece l'orrore, Hiroshima, Nagasaki, la guerra, gli innocenti, i bambini, le vittime, i militaristi, le bombe atomiche ancora pronte a esplodere, coloro che si arricchiscono con le guerre, le mutilazioni, le larve, i cadaveri, le sofferenze, le ustioni, le cancrene, i cimiteri.

Ricordate che respiriamo.

Ho avuto due nonni segnati indelebilmente dalla guerra.
Nel fisico e nella mente.
Uno l'ho conosciuto, l'altro no.
Ma la foto di quello che non ho conosciuto appena tornato dalla Germania mi ha segnato dentro.
Ci somigliamo tantissimo.
Quella foto potrebbe essere il simbolo di quello che gli esseri umani, i poveri patiscono durante le guerre, le dittature, le democrazie.

Cercate "Gen di Hiroshima". Fluviale, emozionante.

È un capolavoro. Piangerete tantissimo. Ma anche riderete. E avrete tanta voglia di lottare. Spero.

Questo post è una risposta a tutti quegli stronzi che fraintendono, per stupidità, molte cose che passano da questo blog. E una dedica ai miei nonni, diversi fra loro, ma uniti nelle sofferenze.




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