giovedì 14 aprile 2016

Perché non andrò a votare

Qualcuno mi chiede perché non voto mai. 
La risposta sta fondamentalmente nelle parole di Céline.
E non rompetemi i coglioni.
Davvero, non rompetemeli, perché non me ne frega un cazzo.
Di Renzi, di Casaleggio, dei promotori, degli oppositori.
Lasciatemi stare.
Fraintendete pure.
Se lo fate, non capite un cazzo.


(E grazie a Andrea Lombardi che mi evita la fatica di trascrivere  tutto)

"Sono anarchico da sempre, non ho mai vo­tato, non voterò mai per niente né per nessu­no. Non credo negli uomini. Perché vuole che mi metta d’improvviso a suonare lo zufolo so­lo perché decine e decine di falliti me lo suo­nano? io che me la cavo piuttosto bene col pianoforte? Perché? Per mettermi al loro livel­lo di gente meschina, rabbiosa, invidiosa, pie­na d'odio, bastarda? Questa è davvero buona. Non ho niente in comune con tutti questi froci - che sbraitano le loro balorde supposizioni e non capiscono nulla. Si immagina a pensare e a lavorare fra le grinfie di quel gran coglione di Aragon, per esempio? Questo sarebbe l'av­venire? Colui che dovrei adorare, è Aragon! Puah! […] Non sente, ami­co, l’Ipocrisia, l’immonda tartuferia di tutte queste parole d’ordine ventriloque! […] I nazisti mi detestano al pari dei socialisti, e i comunisti anche, senza contare Henri de Régnier o Comoedia. Si in­tendono tutti quando si tratta di sputarmi ad­dosso. Tutto è permesso tranne che dubitare dell’Uomo. Allora non c’è più niente da ri­dere.
Ho fatto la prova. Ma io me ne frego, di tutti.
Non chiedo nulla a nessuno".

Céline a Elie Faure, 1934

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