giovedì 21 aprile 2016

In breve su "Sanctuary Line" di Jane Urquahrt (Nutrimenti)



Il mondo che mi ha circondato per gran parte della mia vita è letteralmente scomparso. Scomparsi paesaggi, amicizie, parenti, familiari. Scomparsi ricordi, sogni, avventure, progetti. Demoliti capannoni, asfaltate strade. Gettati materassi, vestiti da sposa. Immondizia, ladri, case abbandonate, lapidi, funerali, lontananza. Scatoloni in cantina. Leggere “Sanctuary Line” della canadese Jane Urquhart (Nutrimenti, traduzione di Nicola Manuppelli) é stato come veder rinascere dentro di me e davanti a me tutta una serie di storie, profumi, saghe, ricordi, dolori.che avevo seppellito lontano o che avevo voglia mi fossero nuovamente raccontate. Come mio nonno che mi raccontava di garibaldini e immigrazione negli Stati Uniti. Come la crudeltà a cui fui sottoposto una volta in cortile giocando a nascondino. Come le riunioni familiari. Come tutta la famiglia che gioca a Monopoli e il nonno perde sempre perché non ha mai saputo come si dovessero gestire le finanze dell'albergo. Pagina dopo pagina l'Ontario si è confuso con la mia di esistenza. Questa famiglia é diventata la mia. Questo zio Stan è diventato tutte le figure maschili della mia di famiglia. La voce narrante era come se me la sentissi dentro alla testa. Il lago era dietro di me, davanti a me. E la vita e la morte delle farfalle è il tempo che sfiorisce e e muore rinasce imperturbabile. Senza di noi e con noi. 

Un estratto:

“Mi viene in mente ora che le farfalle monarca hanno tutte l'apparenza di creature allegre. La loro bellezza, il fatto danzano davanti ai nostri occhi d'estate, meravigliosamente adorne e sempre accanto a fiori dai colori luminosi, il loro equilibrio e l'apparente spontaneità dei loro movimenti, ci danno tutte le ragioni per credere che vivano in uno stato di grazia. Ma in realtà pochi insetti come loro hanno una vita così piena di insidie. In primo luogo, subito dopo il concepimento devo affrontare una serie di trasformazioni complesse e probabilmente dolorose: dall'apertura e l'abbandono del rivestimento larvale per adattarsi alla crescita del bruco, alla formazione del bozzolo per ospitare la pupa. A questo fa seguito, due settimane dopo, la fase molto critica in cui la farfalla lotta per liberarsi dalla prigione della crisalide. Poi c'è la breve e piacevole stagione in cui cavalcano la brezza e si nutrono di nettare, preparandosi per la lunga e faticosa migrazione, per poi collassare in un periodo di inattività invernale. Tutto questo sforzo inconcepibile e questa imprevedibile esposizione al pericolo conducono infine all'accoppiamento, e non molto più tardi alla morte.
Mio zio restò sul prato per quello che mi sembrò un tempo infinito, inclinando su e giù sotto la luce il disco graffiato da mia zia, per vedere quanto fosse danneggiato. Lo guardai dalla finestra, mentre sistemavo coltelli e forchette sul tavolo. Qualcosa nel movimento con cui piegava la testa per esaminare il disco mi fece capire che l'ultima volta che era stato dal barbiere si era fatto rasare dietro il collo. Il pensiero di lui seduto sulla sedia con il mento appoggiato sul petto, completamente sottomesso e coperto com un bambino da un grande bavaglio bianco, insieme al modo in cui ora faceva scivolare con cura il vinile nella sua custodia e lentamente chiudeva il coperchio del giradischi, mi addolorarono, sebbene in quel momento non avrei saputo spiegare perchè mi sentissi così.” (pag. 60)

Nessun commento:

Posta un commento