sabato 30 aprile 2016

Imbecilli Isis; Francesco Borgonovo; impronte digitali; su "Balene bianche" di Richard Price (Neri Pozza); Silvia Valerio; Alessia Sgro Filippo Facci; Marine Le Pen

Tutte le volte che leggo, ascolto, vedo, discuto di qualcosa che ha a che fare con l'Isis finisco, dopo un momento di serietà, per credere che questa gente, da quella merda del Califfo all'ultimo aspirante cinturino kamikaze, possano potenzialmente tutti essere dei possibili ospiti di un Arkham Asylum di serie Z.



E a proposito di Isis è da poco uscito per Bietti il libro di Francesco Borgonovo: "L'Impero dell'islam. Il Sistema che uccide l'Europa". Ne ha scritto qualche giorno fa Mario Giordano su Libero: "Islam e finanza ci ammazzeranno. Giordano: "La profezia in un libro"

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Il mio nuovo contratto di lavoro prevede anche le impronte digitali.
Sempre senza ferie e malattia pagata.
Ho anche l'obbligo di segretezza.
Ma lo sto già violando o no?

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Se "Clockers" mi era piaciuto molto più del film che ne era stato tratto, "Balene bianche" (Neri Pozza, traduzione di Luca Briasco), molto incensato dalla critica, mi ha parzialmente deluso. Se i dialoghi come al solito sono strepitosi e le ambientazioni talmente vivide che si possono quasi toccare, la storia invece mi è parsa molto debole, improbabile (intendiamoci, la storia è credibile ma è come resa che poi diventa improbabile) e farraginosa in molti passaggi (. Quasi un esercizio di stile dichiarato. Potenzialmente un grande film.

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Prossimamente scriverò di questo libro con annessa intervista a Silvia.

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Un pezzo di Filippo Facci: "A che serve Davigo?"


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Un articolo pungente di Alessia Sgro: "NUIT DEBOUT: A PARIGI TORNA LA COMUNE (MA PER CONTO DI CHI?)"


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E fra qualche giorno una probabile lunga seduta di esami medici.

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