giovedì 7 aprile 2016

Il mio caveau svizzero; Charlie Hebdo editoriale; due righe su "Giorni di fuoco" di Ryan Gattis (Guanda)


Col fatto che vivo e lavoro in Svizzera mi sono ormai abituato a tutta una serie di battute, critiche e anche insinuazioni. Gente che s'immagina che vivo una vita da nababbo, che ho i lingotti in cassaforte, che chissà che lavoro faccio, che chissà che merda che sono. Tutta la vicenda panamense, che coinvolge ovviamente anche la Svizzera, mi ha ricordato un episodio accaduto durante il matrimonio di mia sorella quando un parente dello sposo, con posa alquanto ambigua, mi rivolse alcune domande su come portare i soldi oltre frontiera, sul sistema bancario elvetico, eccetera, eccetera. Io gli feci un discorso serio invitandolo a rivolgersi ad altre persone con la sola conseguenza, lo seppi giorni dopo, di aver alimentato chissà quale leggenda sul sottoscritto. Nella mia vita ho conosciuto contrabbandieri e traffichini, gente che trasportava sigarette, titoli, soldi, diamanti. Gente come Fortunato, pace all'anima sua, conoscente di mio nonno che faceva avanti e indietro dal Brasile trasportando diamanti. Aveva la barba folta, mani giganti. Quando ero piccolo lui mi prendeva e mi sollevava fino a toccare con la testa il soffitto. Ci sono persone nella mia zona che vivono ancora grazie ai guadagni ottenuti da questi traffici. 

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Un editoriale di Charlie Hebdo che ha fatto discutere: "HOW DID WE END UP HERE?". Ne discutono qui. Condivido in larga parte quanto scritto nell'editoriale. Il problema sono le religioni.

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Romanzo duro e intenso "Giorni di fuoco" di Ryan Gattis (Guanda, traduzione di Katia Bagnoli). La rivolta di Los Angeles del '92 che fa da sfondo a una lotta fratricida fra gang. Esecuzioni, irruzioni della polizia, violenza spietata, droga, follia. Eppure questo romanzo non mi ha convinto fino in fondo forse per colpa dei troppi film/telefilm che mi entravano in testa durante la lettura e anticipavano gli eventi.. La stessa struttura mi è sembrata fin troppo studiata con tutte le storie che trovano comunque una soluzione o un filo che le lega una all'altra. L'autore offre invece il meglio di sé scrivendo di coloro che stanno fuori dalle gang o di coloro che invece fanno di tutto per poterci entrare, degli innocenti, dei parenti fuori dal giro o che hanno voluto abbandonare la vita delle gang senza per questo trovare una reale redenzione, delle infermiere che soccorrono le vittime spesso loro conoscente, dei pompieri assaliti riuscendo a farli emergere dalla pagina con la loro carne, i loro dubbi, le loro ferite.

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