lunedì 25 aprile 2016

Il mio 25 aprile e Ezra Pound

Potrei raccontarvi di mio nonno partigiano, delle sue medaglie come partigiano e al valor militare, di tutti i racconti, del mio bisnonno socialista che mai prese la tessera del Fascio, di tutti i cortei che ho fatto, di cosa significhi il 25 aprile (poca retorica, nessuna bandiera di partito o commemorazioni pubbliche), di cosa significhi viverlo oltre frontiera in un giorno lavorativo, della città dove mi sarebbe piaciuto essere oggi (Lecco), eccetera, eccetera. Ma correndo il rischio di risultare blasfemo, oggi mi preme ringraziare i partigiani e tutti coloro che graziarono Ezra Pound nei giorni della Liberazione. A loro va tutto il mio ringraziamento. Perché non avrei mai potuto leggere I Canti Pisani. Tempo fa quasi litigai con una persona a proposito di Ezra Pound. Oggi ci ripensavo. Per me la Resistenza è un'insopprimibile spinta verso la libertà, il dubbio, l'anticonformismo. Ezra Pound è poesia, bellezza, classicità, respiro che unisce i millenni. Niente, non so come spiegarlo. Non ce la farò mai. Ma sono disposto a morire per gli scrittori e i libri che amo.

"Quello che veramente ami rimane,
il resto è scorie
Quello che veramente ami non ti sarà strappato
Quello che veramente ami è la tua vera eredità
Il mondo a chi appartiene, a me, a loro
o a nessuno?
Prima venne il visibile, quindi il palpabile
Elisio, sebbene fosse nelle dimore d'inferno,
Quello che veramente ami e' la tua vera eredita'
La formica e' un centauro nel suo mondo di draghi.
Strappa da te la vanità, non fu l'uomo
A creare il coraggio, o l'ordine, o la grazia,
Strappa da te la vanità, ti dico strappala
Impara dal mondo verde quale sia il tuo luogo
Nella misura dell'invenzione, o nella vera abilità dell'artefice,
Strappa da te la vanità,
Paquin strappala!
Il casco verde ha vinto la tua eleganza.
"Dominati, e gli altri ti sopporteranno"
Strappa da te la vanità
Sei un cane bastonato sotto la grandine,
Una pica rigonfia in uno spasimo di sole,
Metà nero metà bianco
Né distingui un'ala da una coda
Strappa da te la vanità
Come son meschini i tuoi rancori
Nutriti di falsità.
Strappa da te la vanità,
Avido di distruggere, avaro di carità,
Strappa da te la vanità,
Ti dico strappala.
Ma avere fatto in luogo di non avere fatto
questa non è vanità Avere, con discrezione, bussato
Perché un Blunt aprisse
Aver raccolto dal vento una tradizione viva
o da un bell'occhio antico la fiamma inviolata
Questa non è vanità.
Qui l'errore è in ciò che non si è fatto, nella diffidenza che fece esitare."

2 commenti:

  1. Semplicemente da leggere!!
    E si, hai racchiuso tutto:"Per me la Resistenza è un'insopprimibile spinta verso la libertà, il dubbio, l'anticonformismo".
    Non, come ho scritto oggi, una vetrina per compiacenti paraculi.

    RispondiElimina