venerdì 25 marzo 2016

Mio padre...eppure...e "Quelli della San Pablo"

mio padre usa per un profilo una foto di trentancinque anni fa.
ha ritagliato il viso.
è in forma, magro, occhi azzzurri, riccioli neri.
nel resto della foto ci siamo io, infante, e il resto della mia famiglia.
siamo tutti abbronzati.
io ho meno di un anno, mia sorella cinque, poi ci sono mia madre con uno splendido vestito bianco e mia nonna con un vestito a fiori azzurri
mia madre raccontò che fu la vacanza più bella mai vissuta da mia nonna che per 15 anni mangiò pesce tutti i giorni, camminò sul lungomare, bevve caffè in decine di bar.
l'albergo era magnifico, raccontano tutti.
io non so cosa pensare di questa scelta di mio padre ma quando ho visto la foto mi sono sentito aggredito da una valanga di tristezza.
mia madre morta, mia nonna morta, mia sorella che non vedo mai, mio padre col quale non ho quasi scambi.
eppure sul mare ho imparato a camminare.
eppure sul mare ho visto la prima ragazza per la quale valesse la pena di farsi una sega.
eppure sul mare ho cercato di uccidere una persona che mi stava rompendo il cazzo.
eppure sul mare ho rincontrato la donna della mia vita.
eppure sul mare ho pianto duramente tutti i miei fallimenti.
eppure sul mare ho cercato un modo per superare il dolore che mi attanaglia da tutta la vita.
eppure continuo a non capirlo, mio padre.
eppure continuo a non riuscirci a parlare con mio padre, a discutere, a confessargli tutto quello che ho dentro.
eppure non ne sento nemmeno il bisogno.
eppure...tutto sta svanendo.
cammino per il cimitero per ore e piango.
le rose di mia madre sono sempre fresche.
quando morì c'erano ancora molti loculi vuoti.




e mi consolo con un film che mi ha sempre preso...


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