giovedì 31 marzo 2016

Minigonne/Masturbazione; Sebastiano Caputo su Palmira; Andrea Scarabelli su De Turris

Leggendo l'articolo di Francesco Borgonovo su Libero che parla di minigonne:


mi sono ricordato della prima volta che una minigonna mi scosse dentro. Accadde in prima media. Di minigonne ne avevo già viste tante. Le indossavano vicine di casa, sconosciute, ragazze al mare, parenti, fidanzate di cugini, prostitute ma quella che vidi quel giorno mi confermò definitivamente che avevo qualcosa fra le gambe che si muoveva, che si induriva, che voleva essere soddisfatto. Si trattava di Raffaella, una mia compagna di classe. Era stata bocciata l'anno prima, aveva un visto incantevole e un corpo che dimostrava vent'anni. Conosceva già il sesso. Quel giorno si presentò in classe con un paio di All Star nere basse, una camicia stretta e questa minigonna nera che lasciava libere un paio di gambe lunghissime fasciate in collant neri. Quando la vidi salire le scale di scuola qualcosa dentro di me esplose. Praticamente il mio cazzo fece su e giù tutto il giorno e quando suonò la campanella corsi a casa e mi chiusi in bagno per masturbarmi furiosamente. Rimasi seduto sul bordo della vasca in estasi con le mani colme di sperma per una decina di minuti. Il resto del pomeriggio lo trascorsi a sfogliare giornali porno e a masturbarmi furiosamente pensando a lei. La casa deserta. I miei genitori lontani. Mi dimenticai completamente di fare i compiti. Ma non fu mai la ragazza dei miei sogni. Trascorsi i tre anni delle medie con una cotta per un'altra mia compagna di classe che si chiamava anche lei Raffaella. Non glielo dissi mai. 



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Un articolo di Sebastiano Caputo: "Palmira non è pop quanto Kobane"

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Un articolo di Andrea Scarabelli: "L'autopsia di una civiltà"

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