domenica 20 marzo 2016

Le stronzate inventate dai librai



Sostanzialmente sono un debole, uno che non riesce a parlare con le persone, uno che quando gli fate una proposta stupida non vorrebbe dire no ma solo spaccarvi la faccia per eliminare la vostra idiozia dalla faccia della terra ma che poi alla fine accetta la proposta perché è un vile e si vergogna di se stesso, uno che non ha nessuna voglia di relazionarsi con gli altri e che quando si relaziona combina solo disastri o rimane zitto o guarda nel vuoto come fatto d'eroina. 
Proprio per questi motivi alcune settimane fa hanno fatto pure a me la tesserina di quella stronzata di merda che è l'Italian Book Challenge.
Responsabile è una scaltra libraia, in stile Digos.
I librai sono come i venditori porta a porta e io rispetto di più i mormoni, i Testimoni di Geova, quelli di Scientology che un certo tipo di libraio, spesso di sinistra.
Non sapete cos'è questo Challenge? 
Non vi perdete nulla, è una via di mezzo fra i pensierini dei Baci Perugina, la tessera fedeltà, il Lotto, questa straminchia di modello partecipativo, il denaro che esce dalle vostre tasche, tutto però per sostenere le librerie di qualità.
Una vera merda. 
E che bravi coglioni quelli che si prestano a questo genere di iniziative
La mia l'ho gettata nel bidone dell'immondizia appena uscito dalla libreria. 
Mi auguro che le librerie che hanno aderito a questa iniziativa soffrano le pene dell'inferno.
Che vengano messe in crisi dalla discarica di merda di Amazon e compagnia bella.
Non sto scherzando.
Lo penso per davvero.
I locali sfitti dovrebbero rimanere vuoti per secoli.
I libri regalati o gettati.
Arriva la primavera ma il mondo fa sempre schifo.



17 commenti:

  1. Non conosco e di sicuro il tuo post-turpiloquio :) mi ha messo curiosità... vado a istruirmi. E per inciso sei una bella persona checchè tu ne dica o non dica.

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    1. guarda Santa sono davvero stanco di incappare ovunque vado (e anche dove lavoro) in sconti, omaggini, concorsi, classifiche, punti premio, raccolte, tessere, show, quiz...e vedere che pure questi squallidi concorsi? gare? premio all'imbecillità/consumo si diffondono nel mondo dei libri mi fa stare malissimo.

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    2. (non sono una bella persona santa...ma fa niente)

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  2. Ci vorrebbe un borsone per contenere tutte le tessere del cazzo che ci vogliono affibbiare.
    Io le ho eliminate tutte e ormai le rifiuto sistematicamente!

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    1. questo non riesci a tenerlo nel borsone. è una specie di quaderno che ti devi sempre portare dietro quando vuoi acquistare un libro.
      tutto ciò dimostra anche a chi si rivolge questa iniziativa davvero molto ma molto con la puzza sotto il naso da elite da supermercato.

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  3. Non amo comprare sul web ma ormai la tipica libreria di qualità mi mette una grande tristezza. entrare e trovare il libraio impegnato, militante, preparatissimo intelligentissimo, pronto a dirti che ti manca questo e quello mi fa sentire fuori luogo. e se chiudono queste attività, chiudono anche perché la prima regola del commercio dovrebbe essere mettere a proprio agio i clienti. Invece mi sembra di tornare a scuola e dover essere interrogato. e allora meglio il pacchetto a casa.
    P.M.

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    1. sono d'accordo con te. qui a Lugano c'è una libreria ancora onesta, coi commessi che non ti stanno addosso, che ti lasciano in pace, dove non c'è la musica e nemmeno l'angolo bar. peccato solo per i prezzi altissimi, visto il cambio e l'importazione. io ho imparato a telefonare e chiedere se hanno un libro e se non ce l'hanno me lo faccio arrivare, senza nemmeno entrare nella libreria.

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  4. Mah. Ho imparato a far più troppo caso a queste cose, altrimenti smetterei di essere fruitore di libri (e di tante altre cose). Tra le case editrici e le librerie, capisco meno le operazioni delle prime. Riguardo Amazon, invece, brrrr. Giusto ieri leggevo che ha cominciato a cancellare gli account delle persone che, secondo loro, sporgono troppi reclami (ad esempio, di uno che su 380 acquisti aveva rispedito indietro una trentina di articoli perché secondo lui erano difettati o non rispondenti alla descrizione). Una non soddisfazione del 10% non è ammessa, dunque ti chiudo l'account e se hai pagato un servizio per un anno perdi quei soldi e ciao, con problemi anche per e-book etc. Follia. ndr branco

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    1. non lo so Andrea, ma per quanto mi riguarda ormai entrare nelle piccole librerie, magari di cosiddetta qualità, significa vivere fisicamente e psicologicamente le stesse sensazioni di entrare in un mattatoio o in una corsia d'ospedale o in un'agenzia di collocamento e preferisco evitarlo...sia per i commessi, proprietari, ambienti, domande, atmosfera....(anche se poi per esempio esistono realtà come la Libreria Europa a Roma, che però tanti vorrebbero chiudere o bruciare, o per esempio Il Segnalibro qui a Lugano...con un commesso che è il sosia del cantante dei The National)...le case editrici...bah...ho smesso di considerarle da tempo. In maniera folle vedo in Amazon l'unica possibilità per spazzare via queste librerie...ma onestamente i miei soldi queste librerie non li vedranno mai più.

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    2. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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    3. e comunque c'è un incrocio annichilente e deprimente che si è andato a creare fra editoria indipendente di "qualità", librerie indipendenti, lettori, recensori (che continuamente ammiccano e si fregiano di essere indipendenti e laterali senza però ricordare che sono arrivati/sponsorizzati/coccolati/ospitati sui/dai grandi giornali o in tv o sulle radio) che crea un circolo vizioso che mi fa venire voglia di smettere di acquistare libri e fermarmi a leggere i classici e farla finita lì.

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    4. Sì, per certi versi c'è questa cosa dell'obbligatorietà per una libreria indipendente di essere in un certo modo, e da questo punto di vista devo dire di essere fortunato. Anche in città qua ci sono e sì, tendono a fare circolo, nicchia, ma i proprietari sono sobri con chi entra, o almeno con me e la mia ragazza, per cui non stanno mai a fare troppi discorsi o anche solo far caso a noi quando passiamo e guardiamo e basta. Ma magari dipende dal fatto che non ci passiamo troppo spesso, o boh. Conosco un paio di persone che per vedere il cantante dei National verrebbero fino a Lugano! ndr branco p.s. ogni tanto penso che forse basterebbe un solo libro, da leggere e rileggere, ben scelto.

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    5. sull'unico libro da leggere, al momento ti risponderei moby dick.

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    6. Eh. (-: Sei riuscito a leggere la nuova traduzione di Fatica? Pincio ne ha scritto benissimo.

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    7. sì. credo che fosse necessaria questa nuova traduzione. ed è riuscita molto bene.

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  5. Mi sembra folle che per partecipare ad una idiozia come il Book Challenge ci voglia una tessera e magari anche iscriversi a facebook e ci sia gente istruita per adescare i nuovi clienti.
    L'anno scorso ho sentito parlare per la prima volta del Book Challenge (americano) e ci ho giocato a modo mio: ho letto i libri che avevo voglia di leggere, a fine anno ho confrontato la lista e "segnato" i punti e poi ne ho parlato sul blog.
    Divertente? Se fatto così, si.
    Da ripetere? Anche no.

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    1. tessera= soldi e i soldi da spendere, in acquisto, sono tanti.
      il problema è che di fronte al mio duplice rifiuto della tessera, la tizia ha continuato e mi ha messo in seria difficoltà. volevo essere maleducato ma ho ceduto perché poi quando esplodo esplodo.
      ho già acquistato due libri da te, cosa vuoi di più?

      ricordando anche l'impossibilità di vagare in silenzio fra gli scaffali...no...immediatamente la rottura di cazzo.

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