venerdì 25 marzo 2016

E se lo leggessero in classe?; le stronzate di Claudio Cerasa; Spartiti/Jukka/Max

- Qualcuno mi ha chiesto qual è il passaggio temibile ne "La piccola casa nella prateria". Lo trascrivo e chiedo a chi ha figli che frequentano le scuole elementari quale sarebbe la reazione se oggi facessero a leggere in classe un passaggio del genere che narra della macellazione di un maiale:

"Dopo un po' si tolse un dito da un orecchio e ascoltò. Il maiale non gridava più. Solo da quel momento in poi il giorno della macellazione diventava divertente. Era una giornata movimentata, con una quantità di cose da vedere e da fare. A pranzo ci sarebbero state le costolette e papà aveva promesso a Laura e a Mary la vescica e la coda del maiale. Appena ammazzata la povera bestia, papà e zio Henry la alzarono di peso, la tuffarono nell'acqua bollente e ce la lasciarono fino a che non fu ben scottata. A quel punto stesero il maiale su un'asse e lo grattarono con i coltelli, per togliere tutte le setole. Poi lo appesero a un albero, estrassero le interiora e lo lasciarono lí a raffreddare. Una volta freddo, lo tirarono giú e gli tagliarono i prosciutti e le spalle, la carne dei fianchi, le costolette e la pancia. E poi c'erano il cuore, il fegato, la lingua, mentre la testa serviva per la coppa e i pezzettini di carne venivano gettati in una grande padella, per fare le salsicce. La carne fu disposta su un'asse nella capanna dietro la casa e ogni pezzo venne cosparso di sale. I prosciutti e le spalle dovevano insaporire nella salamoia, poi poi affumicarsi nel tronco cavo.
- Non c'è prosciutto migliore di quello esposto al fumo di noce - disse papà.
Gonfiò la grossa vescica finché diventò un palloncino bianco, legò l'apertura con una fettuccia e poi lo diede a Mary e Laura per giocarci. Potevano lanciarselo, oppure prenderlo a calci. Ma, piú del pallone, alle bambine piaceva la coda del maiale. Papà la spellò con cura e infilò un bastoncino appuntito nell'estremità piú grossa. La mamma aprí lo sportello della cucina, tirò fuori i carboni ardenti e li mise sulla griglia del focolare. Allora Laura e Mary, a turno, tennero la coda del maiale sui carboni accesi. Sfrigolava e friggeva, e le gocce di grasso che colavano sui carboni prendevano subito fuoco. La mamma cosparse la coda di sale. Alle bambine si arrossarono la faccia e le mani per il calore, e Laura si scottò anche un dito, ma la gioia era tanta che non se ne curò. Arrostire la coda del maiale era un tale divertimento che faceva fatica a non pretendere di fare tutto lei, senza rispettare il turno di Mary. Finalmente la coda fu pronta. Era ben rosolata e mandava un profumo davvero appetitoso. La portarono in cortile e cominciarono a rosicchiarla ancor prima che si raffreddasse, scottandosi la lingua." (pp. 8-9)

- L'editoriale di ieri di Claudio Cerasa è un concentrato di cazzate riconoscibile a distanza di chilometri. Basta il titolo: "L'Europa chieda a Netanyahu di commissariare la nostra sicurezza". Questi sono i classici direttori di giornale.


- Arriva la pasqua e chi cazzo se ne frega. lavoro. non festeggio. quando torno dal lavoro resto in casa a leggere e riposare e bere birra. non faccio gitarelle fuori porta. non mangio colombine e agnelli e uova di cioccolato. non vedo parenti. i parenti non vedono me. 



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