giovedì 17 marzo 2016

Due righe su "Mi sono perso in un luogo comune" di Giuseppe Culicchia (Einaudi) e Juventus



L'ho letto velocemente ma anche no perché sono giorni un po' contorti e pieni di pre/occupazioni e l'ho trovato spassoso ma anche alcune volte ripetitivo e col sospetto che l'autore qualche volta non si sia sforzato più di tanto di non restare in superficie e di trovare alcune variazioni alle parole. Di sicuro Culicchia non ha perso il suo sguardo corrosivo, sferzante e anche decisamente ironico di cui è dotato.

Trascrivo alcuni termini. 

Parto dal primo dedicato a tutti gli juventini che stanno piangendo e via di seguito.
 Piccola nota, io sono juventino senza conoscerne i motivi anche perché poi sono più legato al Lecco, al West Ham, al Liverpool, al St. Pauli, oggi al Lugano e da sempre a Zeman e mi stanno simpatiche la Roma, la Fiorentina, il Genoa, in generale sono legato al bel calcio e odio la famiglia Agnelli, la Triade, sono straconvinto che la Juve si dopasse e che abbia rubato un sacco per anni. Se uno mi chiedesse perché tifo Juve è perché da piccolo ero innamorato di Platini (non aggiungiamo nulla sul presente) e poi perché quando cominci a tifare una squadra non puoi mollarla e allora gioisci per la squadra per cui tifi e non puoi gioire per un'altra anche se poi per la maggior parte del tempo gioisco per la Juve solo per sfottere gli amici romanisti e l'unico amico...g....a...che conosco. La sento come una maledizione, una vergogna che non posso cancellare perché poi il primo risultato che controllo è quello della Juventus e ieri ci sono rimasto parecchio male anche io perché sapevo che sarebbero arrivati messaggi di sfottò totale e perché il modulo che aveva schierato Allegri era esattamente quello che avrei schierato io (stessi nomi, identici, prima degli infortuni, chiedete a mio padre). 
Mi manca Roberto Baggio, ecco, che ritengo essere il più grande talento calcistico di tutti i tempi in Italia. 

E allora vai con i termini, tre, perché poi l'Einaudi si incazza..........:

"ZEBRE. Cavalli a strisce. Definire così le strisce pedonali. Il solo quadrupede che noi papà del Toro evitiamo di mostrare ai nostri figli, arrivando al punto di strappare le pagine dei libri dove compare e di eliminarlo fisicamente se per caso è presente sotto forma di animale di plastica in qualche gioco." (pag. 228)

"CORRIDE. Se la Spagna fosse un Paese civile non vi si terrebbero. Vi assistono solo gli Spagnoli. sono fatte per i turisti. Per quanto mi riguarda, il capitolo finale di Morte nel pomeriggio è tra le cose più belle scritte da Hemingway, insieme con i racconti Colline come elefanti bianchi e Un posto pulito, illuminato bene e Breve la vita felice di Francis Macomber e Le Nevi del Kilimanjaro e Una storia molto breve e alcune parti di Festa Mobile e tutto Fiesta. Ma non sono mai stato a una corrida. Però ricordo i match in bianco e nero tra Monzón e Benvenuti, e ho visto e rivisto Quando eravamo Re, lo stupendo film documentario sull'incontro tra Muhammad Ali e George Foreman, e alla voce boxe mi sento a posto. Ciclismo? Eddy Merckx. Soldati? Ettore, Goerge Armstrong Custer, Bill Kilgore, Walter E. Kurtz, il sergente maggiore Hartman, I duellanti, Erwin Rommel, Ernst Junger, Florian Geyer, il maresciallo Ney, Marlon Brando ne I giovani leoni, Georg Frundsberg, la Legione Straniera, il Barone Rosso, Giovanna D'arco, eran trecento giovani e morti, le Sturmtruppen di Bonvi, i due militi ignoti dell'Afrikacorps che salvarono la vita a mio padre, al suo compare e amico fraterno Nuzzo e a un numero imprecisato di altri marsalesi, e infine Fritz Klingenberg." (pp. 69-70)

"WAGNER. Lo ascoltano i nazisti. Citare la celebre scene di Apocalypse Now, peraltro ricalcata da un cinegiornale nazista che documenta la prese di Creta da parte dei parà nazisti. Vedi BAYREUTH. La battuta migliore resta quella dell'ebreo Woody Allen: "Tutte le volte che ascolto Wagner mi viene voglia di invadere la Polonia". Per quanto mi riguarda, poche altre cose sono paragonabili al preludio all'Atto III del Lohengrin. Nei miei momenti di megalomania, accarezzo l'idea di scrivere nel mio testamento che dovrà essere suonato al momento della mia cremazione. Ma senza fretta." (pag. 225)


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