lunedì 22 febbraio 2016

Di fanzine, punk e Kina

Più o meno a metà di "Città in fiamme" è riprodotta una fanzine punk che mentre la leggevo mi sono commosso. Ho ripensato a quando me le facevo arrivare per posta, le raccoglievo ai concerti, me liepassavano amici e amiche. Ho ripensato a una ragazza, L., che mi ha ricordato la Sam del romanzo. Anche lei aveva una fanzine e te la spediva a casa in cambio di francobolli o qualche offerta. Dentro, scritte a mano, il racconto delle sue giornate di giovanissima punk, recensioni di concerti, fumetti, dischi, inni all'anarchia e alla rivolta, sfoghi adolescenziali, oroscopi folli e alcolici. La vidi due volte, la prima a un concerto in una casa occupata. Da qualche tempo la fanzine aveva tempi dilatati di uscita e si capiva che sta per morire. M'ero immaginato una punk sfrontatissima, aggressiva e invece mi ritrovai di fronte una ragazzina minuscola, vestita da punk, con un forcina di capelli nella guancia ma con ancora addosso i bravi modi da studentessa di provincia. Si era fatta di qualcosa perché aveva gli occhi sbarrati e la bava alla bocca ma parlammo tanto, tantissimo e conobbi altri lettori della fanzine e la sua tipa, che ricordava Nina Hagen. La rividi quasi dieci anni dopo. Era rimasta minuscola ma questa volta l'eroina l'aveva ridotta a pelle e ossa. Una punkabbestia circondata da cani. Fu lei a riconoscermi e ad abbracciarmi fortissimo. È stata una delle prime persona che lesse le mie robe ma fui sempre restio a farmele pubblicare sulla sua fanzine. I tatuaggi non riuscivano a nascondere i segni dei buchi, i lividi, le vene andate. Restammo nuovamente a parlare per almeno due ore ma quando capii che doveva assolutamente rimettersi in cerca di roba la lasciai andare. Mi diede un bacio sulla fronte e sentii un pezzo della mia vita andarsene via. Tempo dopo tornai in quel quartiere e chiesi a delle persone che conoscevo che fine avessero fatto L. e il resto della banda che stazionava da quelle parti. Mi disse che da quando la zona era cambiata anche la gente era cambiata. Un giorno c'erano e un giorno non c'erano più stati. 


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