giovedì 14 gennaio 2016

Un estratto da "Ritorno alla terra desolata" di Gabriele Marconi (Idrovolante Edizioni)


Davvero molto bello questo "Ritorno alla terra desolata" di Gabriele Marconi" (Idrovolante Edizioni). Un estratto:

"6. Passato, presente e futuro"

Quella notte lo scoramento,
complice la pioggia martellante e il freddo,
era più entusiasta del solito
e in un pub cercavo di ammazzarlo
a forza di Jim Bean.
Mi avvicinò una donna.
Si chiamava, a dir suo, Teresa Cassandri
e leggeva i tarocchi a Telelombardia.
Dopo aver distribuito le carte sul tavolo di vetro
la vidi impallidire sotto il fondotinta
che s'era spalmata a piene mani:
"Strano, strano" disse a bassa voce,
"la desolazione volgare del presente
mi ha offuscato ormai la vista del futuro,
ma il passato e il presente per me non han segreti
però non vedo il tuo passato
e il presente è come vuoto:
non vedo te!" concluse quasi urlando
e mi toccò temendo fossi un sogno.
Là rimase come congelata, chiuse gli occhi
chinando il capo e parlò con voce nuova, vecchia:
"Ascolto io chiedo...
Hljods bid. Kéklute ofr' éipo. Verbisque meis fides sit!
Ci sono strade per chi è scaltro come lupo
e sentieri per chi è furbo come volpte
ma non è un mondo per leoni, questo:
la foresta è una repubblica
e presidenti sono gli sciacalli".
Già il poeta cieco
diceva che la statistica a volte è strano abuso,
pensai, che me ne faccio di una veggente
che non vede avanti?
Come l'avessi detto ad alta voce, lei mi rispose:
"Anche s'io non avessi smarrito la strada del futuro
non vedrei il tuo, non l'ho già detto?
TU NON ESISTI!"
Lanciato questo grido la nuova voce vecchia si zittì
e tornò la vecchia voce più o meno giovane,
che impietosita mi passò il telefono di Jessica,
regina delle hot line." (pp. 19-20)

Su Il Giornale OFF un articolo di Davide Fent: "Marconi e la critica alla “mortale” modernità"

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