martedì 5 gennaio 2016

Non

Non sono abituato a parlare con le persone.
Mi devo sforzare.
Ogni sforzo mi fa stare ancora peggio di prima.
Non so spiegarlo ma è cosi.
Fuori dal cinema ho visto  un uomo piangere appoggiato al cofano della sua BMW.
Stavo per tornare a casa.
Gli ho chiesto Cos'è successo?
E lui, La vita.
Ci vogliono venti minuti a piedi dal cinema per tornare a dove vivo.
Meno due gradi nell'aria.
Sbandati che camminavano sui marciapiedi.
Una ragazza pisciava accovacciata in un angolo.
L'avevo servita tre ore prima.
Mi ha riconosciuto e ha urlato il mio nome.
Ho sorriso.
Le mutandine le danzavano fra le gambe.
Mi ha gridato che sono un ragazzo gentile e che una sega era gratis.
Stava pisciando sulla sua borsetta in finta pelle.
Le porte del cimitero erano chiuse.
I semafori rossi.
Una Budweiser Dark che ha il sapore di una medicina che bevevo in ospedale.
La mia ragazza sta dormendo.
Mi basta guardarla per stare meglio.
Ma domani lavorero' ancora.
Troppe ore lontano da lei.
Non è vita quella che sto conducendo.
Ma esiste quella roba chiamata vita?

4 commenti:

  1. E' bello cominciare la giornata con un racconto così toccante. Grazie. Ciao Etabeta400

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    1. Grazie a te.
      Bello sentirti dopo tanto tempo.

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