lunedì 11 gennaio 2016

Lunedí (Giulio Meotti, caspian, Richard Stern, Costanza Miriano, Boris Pil'njak, Lars Vilks) - David Bowie



Lunedí. Finalmente un giorno di riposo dopo nove giorni consecutivi di lavoro. Stanotte tre ore di sonno per i dolori alla schiena e l'angoscia che non mi abbandona mai. L'inverno non mi aiuta certamente. Cerco di leggere, quando riesco, e sto male anche perché in questi giorni sto leggendo poco, davvero poco. Mi sento poi particolarmente uno sciocco a faticare cosi tanto per un lavoro che perderò fra pochi mesi. Senza malattia, ferie e con un ipotetico assegno di disoccupazione ridicolo. Forse lo faccio per uno strano senso di dignità. O forse solo perché sono un coglione.

- Su Il Foglio di venerdì 8 gennaio c'era questo bell'articolo di Giulio Meotti dedicato a Lars Vilks:



"Vita da vignettista condannato a morte “Non posso nascondermi e sperare che passi tutto: loro non dimenticano. C’è una paura immensa. Nessuno scrive o dice più niente”. Intervista a Lars Vilks, l’artista in cima alla lista dei terroristi islamici, dopo Charlie Hebdo"

Tra l'altro Giulio nel suo libro "Hanno ucciso Charlie Hebdo" cita il romanzo "L'anno nudo" di Boris Pil'njak (Utet)  di cui mi parlò tempo fa un parente di mio nonno. L'autore scomparve durante le purghe staliniane.



- Costanza Miriano è una donna con la quale ho quasi nulla in comune eppure mi sta simpatica e la trovo una donna davvero tosta. Propongono due articoli che ne parlano:

"In Europa vogliono censurarmi perché difendo la famiglia naturale" di Adriano Scianca

"Chi ha paura in Francia di libri che parlano di famiglia e figli?" scritto di suo pugno e pubblicato su Il Foglio

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- Quanto sono felice di leggere degli stellati invischiati nelle solite robe.




---------------------------------Ciao David e grazie. 

5 commenti:

  1. e secondo me il libro della Miriano non è neanche niente male, ha stile e sensibilità. per provocarti con un link vicino a quelli da te segnalati, una stronzata che NON condivido:

    "A un anno dalla strage, Charlie Hebdo esce mettendo in copertina l'immagine di un Dio barbuto, con un Kalashnikov in spalla e le tracce di sangue sulla tunica. Il titolo recita: "Un anno dopo - L'assassino ancora in fuga". La provocazione vorrebbe prendere di mira chi genericamente uccide in nome di Dio, ma l'iconografia è tutta cristiana. Non sono avaro di critiche nei confronti di questa religione, ma trovo ripugnante la viltà di chi, colpito da un monoteismo, ne attacca un altro solo perché così rischia di meno. Al netto della doverosa pietà per il massacro, questi di Charlie Hebdo restano dei miserabili."
    (Adriano Scianca, pagina FB)

    d.

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    1. veramente una stronzata. ma veramente grossa. grazie per avermelo segnalato.

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    2. ci sono state e ci sono anche oggi parecchie persone che hanno usato la vicenda di charlie hebdo per i loro fini. fraintendendo (spesso volutamente) tutto ma proprio tutto e poi alla fine i nodi vengono al pettine. scusami per questa risposta confusa ma spero di essere stato sufficientemente chiaro.

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  2. altroché.. e per fortuna che alla fine i nodi vengono al pettine. grazie per aver segnalato il libro di giulio meotti, l'ho ordinato appena l'ho visto qui, forse mi farà sentire meno solo nella mia rabbia.

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    1. quello di meotti è purtroppo un libro che aveva bisogno di una struttura migliore e maggiore revisione. pero' mi ha fatto sentire meno solo.

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